STATUTO DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE
(Queste Indicazioni vanno integrate con il
Codice disciplinare già in uso nell’Istituto “Boccati” da una decina di
anni ).
All'inizio dell'anno scolastico 1998/99 è entrato in vigore lo Statuto delle studentesse e degli studenti, un altro tassello del rinnovamento della scuola, frutto di un lungo confronto che ha coinvolto tutte le componenti della scuola, e in primo luogo gli studenti, attraverso le loro associazioni, le loro rappresentanze istituzionali e numerosissimi contributi giunti da assemblee di istituto. Ora occorre lavorare per rendere lo Statuto sempre più conosciuto e applicato e per far sì che i principi contenuti in esso entrino definitivamente a far parte della cultura della scuola.
Lo Statuto, che assume la forma di decreto del presidente della Repubblica (D.P.R.), si colloca nel processo di acquisizione dell'autonomia da parte delle scuole, sia nel senso che detta norme generali che i singoli istituti dovranno poi integrare e sviluppare, sia nel senso che contribuisce a definire il quadro delle relazioni fra gli studenti, e fra studenti e altre componenti, all'interno delle comunità scolastiche chiamate a progettare autonomamente la loro offerta formativa. In questa sezione sono pubblicate una serie di schede esplicative e articoli di approfondimento rispetto a specifiche tematiche. Per leggere gli articoli, cliccare sui link seguenti:
1 - LE POLITICHE GIOVANILI E LA
CITTADINANZA STUDENTESCA
2 - LA SFIDA DELLO STATUTO NELLA
SCUOLA DELL'AUTONOMIA
2.a – Il principio di cittadinanza
democratica
2.b – Cittadinanza come
partecipazione al proprio percorso
3 - LA PARTECIPAZIONE E LA
RAPPRESENTANZA
4.b - Il Regolamento D'istituto
4.c - Disciplina e Organo Di
Garanzia
Le politiche giovanili del Ministero della Pubblica Istruzione si inseriscono all'interno di scelte che il governo ha condotto in questi ultimi anni nei confronti dei giovani e che hanno avuto come base:
E' in questo terreno che hanno trovato corpo un insieme di strategie di intervento e si sono elaborate delle nuove norme e delle pratiche nei confronti degli studenti, in particolare delle secondarie superiori. All'interno di queste attività ci sono alcuni ambiti principali su cui è utile soffermarci per fissare i principi attorno a cui si annoda la filosofia di fondo che ha guidato le strategie sulle politiche giovanili. In questo contributo introduttivo verranno trattati i seguenti temi:
Lo Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti è il testo normativo che sintetizza e rappresenta meglio le linee teoriche e innovative su cui si incentrano le politiche giovanili.
Questa carta (D.P.R. n. 249 del 24 giugno 1998) è figlia delle rivendicazioni studentesche: è stata proposta da svariate realtà del mondo studentesco (associazioni di diverso genere, moltissime assemblee di istituto, comitati studenteschi) e anche dal C.N.P.I. che ne ha elaborato una bozza nel 1993.
Lo Statuto è stato pensato come uno strumento fondamentale di partecipazione studentesca nella scuola dell'autonomia; come uno dei tasselli che danno senso e organicità al mosaico riformatore. Se proviamo a riassumere in un solo concetto ciò che lo Statuto sancisce possiamo dire che esso è un modo di affermare il principio di cittadinanza nella comunità scolastica; tale principio si traduce nella dignità della persona (in questo caso lo studente), nella titolarità di diritti e doveri che caratterizzano il nuovo status giuridico del giovane che apprende nella scuola dell'autonomia, nel diritto ad un formazione qualificata, nel diritto-dovere di assumersi responsabilità.
Ma che cos'è e come si concretizza la cittadinanza dello studente nella scuola? E quale idea di cittadinanza viene affermata nello Statuto?
Bisogna sottolineare che questo testo non vuole introdurre una sorta di conflittualità studentesca verso le altre componenti della scuola, né vuole riprodurre un improbabile schematismo sindacale nelle relazioni fra studenti e docenti, come taluno ha erroneamente sostenuto. Lo Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti vuole invece sostenere una duplice idea di cittadinanza: sul piano democratico e nell'ambito del percorso formativo di ciascuno studente.
La scuola è un pezzo della società, una comunità all'interno della quale diversi soggetti convivono e cooperano per il raggiungimento di uno stesso fine. Se si parte da questo presupposto risulta giusto e consequenziale che la scuola sia attraversata dai principi della democrazia. Tuttavia il livello di democrazia all'interno di una comunità non si misura soltanto dal tasso di democraticità contenuto nei principi dell'ordinamento giuridico-normativo generale, in questo caso quello scolastico, ma anche nell'ambito dello sviluppo concreto e nell'esercizio quotidiano della vita democratica all'interno di ogni singola istituzione scolastica. Da questo punto di vista appare di notevole importanza la logica con cui lo Statuto crea la cultura dei diritti e dei doveri, del rispetto di regole di convivenza elaborate e condivise dalle componenti della comunità scolastica. La logica adottata è quella dell'autonomia: lo Statuto fissa i principi, i diritti e i doveri fondamentali, i meccanismi per garantire l'applicazione e il rispetto delle norme, ma deve essere il regolamento di istituto di ogni scuola a recepire e tradurre nel contesto specifico ciò che lo Statuto prevede.
Lo Statuto degli studenti ha attribuito a questa componente insieme ad una serie di diritti (circa venti) anche dei corrispondenti obblighi. E' importante che ai diritti siano stati affiancati dei doveri perché, da un lato, rappresentano l'essenziale e naturale completamento dei diritti, dall'altro svolgono una funzione inclusiva dello studente nella comunità della scuola. I doveri svolgono il ruolo di rendere un soggetto parte integrante e responsabilizzata di una comunità.
Nell'ambito del catalogo dei diritti attribuiti agli studenti, sembra rilevante sottolineare la statuizione del diritto alla partecipazione, che si manifesta, in senso stretto, come diritto a poter svolgere direttamente delle attività e, in senso lato, come diritto ad eleggere (o ad essere eletti in) organi rappresentativi. Questa ambivalenza del diritto alla partecipazione costituisce una duplice spinta alla pratica della democrazia rappresentativa e partecipativa. L'impianto partecipativo diretto, rafforzato considerevolmente dalle nuove riforme (attività pomeridiane, autonomia, diritto di consultazione degli studenti…), viene a coniugarsi con forme rappresentative della partecipazione studentesca (consulte provinciali, comitati studenteschi, consigli di istituto...).
La pratica della democrazia, all'interno di una comunità che
ha per fine la formazione dei cittadini di domani, si carica di un significato
più ampio, ovvero di una valenza educativa. La partecipazione attiva in un
quadro di regole democratiche, la piena operatività di un sistema di
rappresentanze, la possibilità di svolgere autonomamente alcune attività di cui
ci si assume la responsabilità, l'esercizio dei diritti e il rispetto dei
doveri all'interno della scuola rappresentano momenti di educazione alla
cittadinanza, alla legalità, alla democrazia. In altri termini si vuole
affermare il principio che in questo campo si può imparare anche grazie
all'agire, al fare e al saper fare. Come possiamo credere che l'insegnamento
teorico dell'educazione civica, svolto tramite lo studio della Costituzione,
possa essere realmente efficace se nella realtà scolastica quotidiana non si
determinano delle pratiche di partecipazione democratica? E così, a partire da
questa riflessione, l'esperienza della cittadinanza studentesca si coniuga con
il percorso formativo e con la funzione pedagogica della scuola.
Nello Statuto è presente una duplice dimensione in cui esercitare la cittadinanza dello studente: accanto alla dimensione democratica vi è la dimensione educativa e formativa. Se l'obiettivo della scuola dell'autonomia è quello di puntare al raggiungimento del successo formativo da parte di ciascuno, è necessario prevedere un coinvolgimento consapevole e attivo all'interno dei percorsi formativi. Bisogna partire dal presupposto che lo studente è un soggetto dell'apprendimento e non un semplice utente, fruitore di un insegnamento rigido che viene trasmesso attraverso un metodo nozionistico. Lo studente è titolare del diritto di apprendere e tutta l'organizzazione scolastica deve tendere verso la realizzazione di questo diritto. Con l'introduzione dell'autonomia e dell'intero complesso di riforme la definizione tradizionale di "diritto all'istruzione" viene ad arricchirsi e forse a riconfigurarsi: non è infatti più da intendersi come diritto a ricevere le opportunità di istruirsi, ma come diritto al successo formativo. Questo significa che l'intero sistema formativo deve tendere a garantire dei risultati a ciascuno studente e non ad una massa indifferenziata di discenti. Come è possibile raggiungere questo obiettivo?
La risposta non è contenuta solo nello Statuto degli studenti o in una singola legge. E' possibile trovarla se si compie una lettura complessiva e integrata del mosaico delle riforme; basti pensare organicamente all'autonomia scolastica, agli esami di Stato, all'elevamento dell'obbligo. Da questo impianto possiamo evincere che il raggiungimento del suddetto obiettivo può avvenire grazie ad una nuova centralità dell'apprendimento e della persona che apprende, grazie da una nuova flessibilità dei curricoli che permetta di valorizzare le inclinazioni e le capacità di ciascuno studente e di stimolare la voglia di apprendimento anche dei più refrattari, grazie a forme di individualizzazione e differenziazione dei percorsi formativi. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti si inserisce organicamente in questo contesto teorico. In questa chiave si esamineranno tre passi particolarmente significativi:
Art. 2
Diritti
1.
Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e
professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso
l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee.
2.
La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e
valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso
un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare
temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome (...).
3.
Lo studente ha diritto di essere informato sulle
decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.
4. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
In queste norme estremamente innovative si descrivono i principi e le scelte su cui deve articolarsi una scuola autonoma e moderna che punti al successo formativo. Appare chiaro allora come il coinvolgimento e la partecipazione degli studenti al percorso formativo nascano da un'esigenza didattica prima che da un principio democratico. Un insegnamento efficace che punti a valorizzare le capacità e le inclinazioni di ciascuno studente, che tenda a far maturare nei discenti senso di responsabilità, capacità di giudizio autonomo e di autovalutazione, deve basarsi sulla trasparenza dei criteri di valutazione e sulla capacità di ascoltare i bisogni di colui che apprende, instaurando con quest'ultimo un rapporto di dialogo e di rispetto reciproco.
Sono questi stessi principi che rendono fondamentale un coinvolgimento reale degli studenti nel percorso di elaborazione del piano dell'offerta formativa, come previsto dal regolamento dell'autonomia. La presenza degli studenti in questa fase di progettazione è decisiva per lo sviluppo di un modello completo ed efficace di autonomia scolastica.
In questi anni sono stati ideati spazi di partecipazione degli studenti all'interno della vita della scuola; mi riferisco in particolare alla creazione di un nuovo sistema di rappresentanza studentesca e alla possibilità di tenere aperte le scuole al pomeriggio o nei giorni di vacanza per realizzare attività integrative o iniziative complementari proposte dagli studenti. Queste ultime attività hanno rappresentato una prefigurazione interessante della logica dell'autonomia e hanno avuto complessivamente un riscontro positivo nelle scuole. Sul tema della rappresentanza si è dato vita a delle nuove sedi di espressione della voce degli studenti. Nel fare questo si è tenuto conto di alcuni principi:
1. Le decisioni in materia di politiche formative e di organizzazione della
vita scolastica a livello nazionale, territoriale e della singola istituzione
scolastica, non possono essere prese senza un'adeguata consultazione e un
coinvolgimento della componente studentesca.
2. Gli studenti devono essere dotati di un sistema di rappresentanza al tempo stesso
flessibile (e quindi capace di includere forme significative di spontaneismo e
di aggregazione degli studenti), regolamentato (è fondamentale che esistano
delle regole nel funzionamento della rappresentanza per garantire la massima
democrazia anche in questo campo).
3. Il mondo degli studenti delle scuole superiori è estremamente vasto (circa
2.500.000 di giovani) eterogeneo (un ragazzo di quattordici anni è solitamente
portatore di esigenze e problemi diversi da quelli di chi ne ha diciotto o
diciannove), ciclico (c'è un ricambio annuale che non facilita la continuità).
4. Ci si è mossi sull'idea di riconoscere un doppio canale di rappresentanza
degli studenti: quello istituzionale e quello associativo. Entrambi questi
livelli costituiscono un luogo di rappresentanza con cui l'istituzione
scolastica nel suo complesso deve imparare a sapersi misurare sempre di più per
un funzionamento efficace di tutto il sistema.
Nel versante istituzionale della rappresentanza è stata molto importante la creazione delle consulte provinciali degli studenti. Questi organismi, composti da due rappresentanti eletti dagli studenti in ogni istituto della provincia, sono al loro decimo anno di vita. Costituiscono un'esperienza molto interessante perché hanno favorito la sollecitazione di una spinta dal basso verso l'affermazione di un sistema di cittadinanza e partecipazione studentesca, perché hanno implementato la maturazione di una cultura responsabile, propositiva e progettuale degli studenti nella nuova scuola, perché hanno dato vita a proficue relazioni istituzionali con gli enti del territorio. Sono almeno quattro i punti ai quali dedicare maggiore attenzione in futuro:
1. Bisogna favorire un'integrazione fra il lavoro delle consulte e il processo di autonomia scolastica. Le consulte degli studenti in ogni singola provincia possono essere una risorsa preziosa per supportare, monitorare e implementare il consolidamento dell'autonomia scolastica, se sono messe pienamente in grado di interagire sempre di più con le altre componenti della scuola (dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, genitori) e con gli uffici dell'amministrazione.
2. La consulta deve mantenere e rafforzare il rapporto fra la dimensione nazionale e provinciale della rappresentanza e la dimensione di istituto. Uno scollamento fra il livello dell'istituzione scolastica e quello provinciale renderebbe questi organi pericolosamente autoreferenziali.
3. La formazione dei rappresentanti eletti è un'attività essenziale per mettere gli studenti in condizione di esercitare una partecipazione piena e consapevole. In quest'ambito è risultato molto efficace il metodo della peer education e del coinvolgimento di studenti, o ex-studenti, già formati che diventano formatori di nuovi rappresentanti con il tutoraggio dei docenti.
4. I docenti referenti per le consulte e le politiche giovanili rivestono una funzione determinante per supportare e favorire le attività delle consulte.
4 - LO STATUTO DELLE STUDENTESSE E
DEGLI STUDENTI
Lo Statuto dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli studenti (D.P.R. 249/1998) ha costituito senza dubbio una delle innovazioni più significative dell’ultimo decennio. Lo Statuto è però ancora in larga parte una innovazione sospesa, un processo fin troppo debole. Sono ancora troppo poche le scuole in cui lo Statuto è stato oggetto non solo di diffusione ma anche di una qualche elaborazione complessiva. Il problema non è evidentemente solo tecnico ed è destinato a non essere risolto soltanto con un 'utile campagna pubblicitaria.. Se lo Statuto fatica in modo così rilevante a far parte della vita di relazione della scuola, vuol dire che siamo ancora molto distanti dalla cultura che proprio l'autonomia dovrebbe alimentare.
Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti rappresenta il
testo principale che sostanzia la cittadinanza studentesca e ne legittima il
sistema di rappresentanza e partecipazione. Certezza delle regole,
riconoscimento dei diritti, rispetto dei doveri e assunzione di responsabilità
sono elementi essenziali per un sistema d'istruzione che ha fra i suoi compiti
fondamentali l'educazione alla democrazia e alla cittadinanza. Lo Statuto delle
Studentesse e degli Studenti è entrato in vigore da giugno 1998. La sua
elaborazione è stata il risultato di un lungo confronto che ha coinvolto il
mondo scolastico e in primo luogo gli studenti, attraverso le loro
associazioni, le loro rappresentanze istituzionali e numerosissimi contributi
inviati dalle assemblee d'istituto. Il testo definitivo è quindi il risultato
di un lungo lavoro in cui l'apporto degli studenti è stato fondamentale.
Occorre lavorare per rendere lo Statuto sempre più conosciuto e applicato e per
far sì che i principi contenuti in esso entrino definitivamente a far parte
della cultura e della vita quotidiana di ogni scuola. Lo Statuto detta le norme
generali che i singoli istituti dovranno poi integrare e sviluppare attraverso
un apposito Regolamento e contribuisce a definire le relazioni fra gli
studenti, e fra studenti e altre componenti della scuola.
Lo Statuto ridefinisce la scuola "luogo di formazione e di educazione
mediante lo studio", ribadendo concetti fondamentali quali: la crescita
della persona, lo sviluppo dell'autonomia individuale, il raggiungimento di
obiettivi culturali e professionali. Vengono individuati i principi di un
corretto rapporto fra studenti e docenti, basato sulla pari dignità e sulla
distinzione di ruoli, sul rispetto reciproco e sulla cooperazione volta alla
realizzazione delle finalità della scuola ispirandosi alla Convenzione internazionale
sui Diritti dell'Infanzia. Lo Statuto traduce nella realtà della scuola fondamentali
diritti quali la libertà di opinione ed espressione, il diritto di riunione e
di associazione, il diritto all'informazione e alla riservatezza. È
particolarmente significativo l'accento posto sulla necessità che gli
insegnanti esercitino il loro diritto-dovere di determinare il percorso didattico
attivando un dialogo con gli studenti, discutendo con loro le richieste, le
opinioni e le valutazioni. Gli studenti devono "frequentare regolarmente i
corsi e assolvere assiduamente agli impegni di studio", rispettare le
persone, osservare le norme, prendersi cura del patrimonio della scuola.
Attraverso lo Statuto furono sostituite le vecchie norme che regolavano la disciplina nella scuola, benché ampiamente superate e per questo di fatto non più applicate. Con le nuove norme, superando sanzioni come l'espulsione, si chiede alla scuola di prendersi carico dei propri studenti e si sottolinea la finalità educativa della sanzione, della responsabilità individuale, della trasparenza e proporzionalità della sanzione, della riparazione del danno. È sempre possibile chiedere la conversione della sanzione nello svolgimento di attività a favore della scuola. Nel momento in cui si introducono principi innovativi e si affida alle scuole il compito di tradurli nella propria realtà, è necessario individuare delle norme di tutela. Per questo sia all'interno di ogni istituto sia a livello provinciale sono istituiti organismi di mediazione e di garanzia ai quali ci si può rivolgere qualora si ritenga che lo Statuto sia stato violato. I provveditorati agli studi sono impegnati a verificare l'applicazione dello Statuto attraverso un monitoraggio che ha il duplice scopo di conoscere la situazione e di spingere tutte le scuole ad applicare integralmente lo Statuto.
Con l'entrata in vigore dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti (D.P.R. 249/1998) ogni istituto scolastico deve analizzare il proprio Regolamento adeguandolo alle norme previste. In particolare l'articolo 2 riguardante i diritti degli studenti risulta di particolare interesse affinché i principi in esso contenuti non rimangano delle mere aspirazioni ma possano tradursi nella quotidianità. Così, ad esempio, il diritto alla partecipazione attiva e responsabile degli studenti alla vita della comunità scolastica implica conseguenze rilevanti: si riconosce il diritto dello studente a partecipare ai processi decisionali della scuola, sia attraverso i canali tradizionali (Consiglio di Classe e Consiglio d'Istituto), sia attraverso la creazione di nuovi spazi di partecipazione che consentano agli studenti un coinvolgimento diretto nelle scelte più importanti della comunità scolastica (ad esempio alcune scuole hanno formato delle commissioni paritetiche con gli studenti per la stesura del Piano dell'Offerta Formativa).
Il Regolamento d'istituto è l'attuazione dello Statuto in ogni scuola, deve dunque dichiarare le modalità, gli spazi i tempi di azione degli studenti, deve stabilire le regole che garantiscano il rispetto dei diritti e dei doveri da parte di tutte le componenti scolastiche e prevedere eventuali sanzioni . Risulta evidente lo stretto legame tra regolamento d'istituto e piano dell'offerta formativa del quale il regolamento costituisce norma e garanzia di attuazione. E' indispensabile, quindi, che la formulazione dei regolamenti sia affidata ad una commissione in cui siano rappresentate tutte le componenti scolastiche, studenti, famiglie, docenti, tutti quelli cioè legati dal patto espresso nel POF e dal fine ultimo del successo formativo di ogni ragazzo. L'adesione ad un regolamento condiviso fin dalla sua formulazione si configura per tutti come assunzione di responsabilità e di consapevolezza del proprio ruolo e del proprio contributo per migliorare la partecipazione al processo di riforma scolastica. Il Piano dell'Offerta Formativa e il Regolamento d'Istituto sono strumenti fondamentali per delineare un sistema di regole condiviso nell'ambito dell'autonomia scolastica. La modifica del Regolamento d'Istituto diviene quindi un'occasione per ripensare, in modo democratico e con particolare attenzione al criterio dell'inclusione, i processi decisionali e il sistema dei rapporti tra le varie componenti della comunità scolastica. In considerazione del fatto che lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti sostanzia la cittadinanza studentesca e il sistema di partecipazione e rappresentanza, il Regolamento d'Istituto dovrebbe analizzare anche gli aspetti legati alla partecipazione studentesca. Occorre quindi individuare i comportamenti che configurano mancanze disciplinari; le sanzioni previste per queste mancanze; in le sanzioni alternative; regolare la composizione, la procedura di nomina e il funzionamento dell'Organo di Garanzia interno; determinare le forme di dialogo tra studenti e istituzioni scolastiche sulle scelte in tema di programmi, didattica, criteri di valutazione, scelta dei libri, ecc. … individuare le modalità di esercizio del diritto di associazione, di uso dei locali, dell'organizzazione delle attività, ecc. … Elementi qualificanti del regolamento d'istituto sono:
Di seguito riportiamo un esempio di regolamento di istituto elaborato in conformità ai principi e alle norme dello Statuto delle studentesse e degli studenti e del Regolamento dell'autonomia delle istituzioni scolastiche. Si tratta di un'utile base di partenza, uno spunto di riflessione in vista dell'elaborazione dei regolamenti delle singole istituzioni scolastiche che, naturalmente, devono tenere conto soprattutto della propria specifica realtà e dei propri specifici bisogni.
IL REGOLAMENTO (Proposta)
Art. 1
Il presente Regolamento è conforme ai principi e alle norme dello "Statuto delle Studentesse e degli Studenti", emanato con il D.P.R. 24 giugno 1998 n. 249, del Regolamento dell'Autonomia delle Istituzioni scolastiche, emanato con il D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275, del D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567, e sue modifiche e integrazioni. È coerente e funzionale al Piano dell'Offerta Formativa adottato dall'Istituto.
Art. 2
Il presente Regolamento è stato redatto dalle rappresentanze di tutte le componenti della comunità scolastica, comprese quelle degli studenti e dei genitori, nella consapevolezza che tutte le componenti operanti nella scuola, ciascuna nel rispetto del proprio ruolo e secondo le proprie competenze, sono costantemente impegnate a garantire in ogni circostanza il rispetto delle libertà sancite dalla Costituzione della Repubblica italiana. Sono previsti dei documenti aggiuntivi per regolamentare singole discipline di rilevanza interna all'Istituto quali: regolamenti di classe, regolamenti specifici per l'utilizzo degli spazi attrezzati, regolamento del Comitato Studentesco, regolamento dell'Assemblea degli Studenti, procedure attuative. È inoltre possibile dotarsi di altri regolamenti specifici, compresi quelli per disciplinare l'assemblea di classe. Detti regolamenti sono redatti e adottati, salvo diverse disposizioni previste dalle normative vigenti, tenendo conto della partecipazione attiva e responsabile di tutte le diverse componenti della comunità scolastica.
Art. 3
La scuola favorisce e promuove la formazione della persona e
assicura il diritto allo studio garantito a tutti dalla Costituzione.
L'indirizzo culturale della scuola si fonda sui principi della Costituzione repubblicana,
al fine di realizzare una scuola democratica, dinamica, aperta al rinnovamento
didattico - metodologico e ad iniziative di sperimentazione che tengano conto
delle esigenze degli studenti nel pieno rispetto della libertà di insegnamento
e nell'ambito della legislazione vigente. La scuola è aperta ai contributi
creativi responsabilmente espressi dalle sue componenti: gli studenti, i
genitori, il personale ATA e i docenti. Gli organi collegiali competenti
potranno, inoltre, prendere in considerazione altri apporti che dovessero
pervenire dalle forze sociali e culturali organizzate esterne ala scuola. Sono
considerati assolutamente incompatibili con i criteri sopra enunciati, e quindi
in ogni modo vietati, atti di intimidazione della libera e democratica
espressione o partecipazione delle varie componenti alla vita della scuola,
manifestazioni di intolleranza, qualsiasi forma di violenza e discriminazione.
Art. 4
La scuola si propone come luogo di educazione in senso ampio, dove il processo di apprendimento, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica degli studenti vengono favoriti e garantiti dal "patto formativo"; attraverso di esso si realizzano gli obiettivi del miglioramento della qualità, della trasparenza, della flessibilità, della collegialità e della partecipazione attiva, secondo le modalità definite dal Piano dell'Offerta Formativa dell'Istituto. Nello spirito del "patto formativo", ogni componente si impegna ad osservare e a far osservare il presente regolamento, che, secondo la prassi istituzionale, è adottato dal Consiglio di Istituto ai sensi dell'Art.10.3, comma a, del D.Lgs. 297/1994 ed ha pertanto carattere vincolante. È uno strumento a carattere formativo, che definisce le corrette norme relazionali e procedurali alle quali far riferimento, il cui rispetto diviene indice di consapevole e responsabile partecipazione alla vita scolastica.
Il presente regolamento può essere modificato dal Consiglio di Istituto, secondo le modalità previste dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, anche su proposta delle singole componenti scolastiche e degli Organi Collegiali, previa informazione e condivisione da parte di tutta la comunità scolastica.
Art. 6
Gli studenti hanno diritto ad una formazione culturale e
professionale qualificata, attenta ai bisogni formativi, che rispetti e
valorizzi, anche attraverso attività di orientamento, l'identità di ciascuno e
sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola garantisce la libertà
d'apprendimento di tutti e di ciascuno nel rispetto della professionalità del
corpo docente e della libertà d'insegnamento. Il diritto all'apprendimento è
garantito a ciascuno studente anche attraverso percorsi individualizzati (mediante:
didattica per livelli, recupero approfondimento, tutoring, learning center)
tesi a promuoverne il successo formativo. Sin dall'inizio del curriculum lo
studente è inserito in un percorso di orientamento, teso a consolidare
attitudini e sicurezze personali, senso di responsabilità, capacità di scelta
tra i diversi indirizzi dell'istituto o tra le proposte di formazione presenti
sul territorio.
Ciascuno studente ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta
ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i
propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento: a
tale riguardo i docenti si impegnano a comunicare contestualmente gli esiti
delle prove orali, mentre per le verifiche scritte gli elaborati dovranno essere
riconsegnati non oltre i dieci giorni che precedono la successiva prova. I
singoli docenti, i consigli di classe e gli organi scolastici individuano le
forme opportune di comunicazione della valutazione per garantire la
riservatezza di ciascuno studente e la correttezza dell'informazione data.
La scuola garantisce l'attivazione di iniziative finalizzate al recupero delle situazioni di ritardo e di svantaggio.
Gli studenti hanno diritto ad essere informati in maniera efficace e tempestiva sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola, in particolare alla conoscenza delle scelte relative all'organizzazione, alla programmazione didattica, ai criteri di valutazione, alla scelta dei libri di testo e del materiale didattico in generale ed in particolare su tutto ciò che può avere conseguenze dirette sulla loro carriera scolastica.
Art. 8
Tutte le componenti della comunità scolastica hanno diritto
di esprimere la propria opinione. Gli studenti possono pronunciarsi, anche su
loro richiesta, riguardo a tutte le decisioni importanti sull'organizzazione
della scuola. Devono quindi essere posti nelle condizioni di poter discutere
collettivamente e consapevolmente delle proposte formulate dalle altre
componenti, di poterne formulare a loro volta e di concorrere alle decisioni
finali (secondo le modalità previste dal Regolamento del Comitato studentesco,
dal Piano dell'Offerta Formativa e dalle normative vigenti).
Ciascuna componente ha il diritto di diffondere le sue idee mediante l'uso di
documenti distribuiti alle singole persone. Il Consiglio di Istituto decide le
modalità di affissione e pubblicizzazione dei documenti redatti dalle assemblee
delle singole componenti.
Art. 9
Ogni componente può riunirsi nelle assemblee previste dai
Decreti Delegati; in particolare le assemblee degli studenti sono considerate
parte integrante della loro formazione educativa. Gli studenti hanno diritto a
partecipare in modo attivo e responsabile alla vita della Scuola. Gli studenti
partecipano, intervenendo in ogni fase dell'elaborazione e della decisione, con
una rappresentanza paritetica alle commissioni incaricate di volta in volta di
promuovere iniziative e attività.
Gli studenti hanno diritto di associarsi liberamente all'interno dell'Istituto
mediante deposito agli atti dello statuto dell'associazione, così come previsto
dal D.P.R. 567/96 e sue modifiche e integrazioni. Gli studenti hanno diritto ad
utilizzare gli spazi della scuola al fine di svolgere iniziative come singoli o
come associazioni secondo le modalità previste dagli specifici regolamenti e
convenzioni.
Art. 10
La scuola organizza attività integrative alle quali lo studente può partecipare liberamente; la non partecipazione a tali attività non influisce negativamente sul profitto, la partecipazione può dar esito, secondo le modalità previste, a credito scolastico. Le iniziative complementari si inseriscono negli obiettivi formativi delle scuole. La partecipazione alle relative attività può essere tenuta presente dal Consiglio di classe ai fini della valutazione complessiva dello studente.
Le attività integrative e le iniziative complementari sono disciplinate dal d.P.R. 567/96 e sue modifiche e integrazioni. Il Comitato studentesco ha parere obbligatorio in fase di decisione e organizzazione di ogni iniziativa.
La scuola s'impegna, compatibilmente con le risorse disponibili, ad acquisire una strumentazione tecnologica adeguata e ne promuove l'utilizzo consapevole e l'accesso autonomo da parte degli studenti (conformemente con le norme che regolano l'utilizzo degli spazi attrezzati).
Tutte le persone appartenenti a tutte le componenti della comunità scolastica hanno diritto a vedere rispettata in ogni situazione la loro dignità personale. I rapporti interni alla comunità scolastica si informano al principio di solidarietà.
Lo studente ha diritto alla riservatezza della propria vita personale e scolastica, fatto salvo l'obbligo di mantenere costante e proficuo il rapporto con le famiglie. I genitori hanno il diritto ad avere informazioni sul comportamento e sul profitto dei propri figli direttamente dagli insegnanti. I dati personali dello studente e le valutazioni di profitto devono essere utilizzati all'interno della comunità scolastica nel rispetto del d.lgs 196/03 sulla privacy. Lo studente al compimento del diciottesimo anno di età deve essere informato sui diritti che gli derivano dall'acquisizione della capacità di agire ed in particolare dal predetto decreto legislativo, n. 196/03; il trattamento dei suoi dati e il passaggio di informazioni inerenti la sua carriera scolastica potrà avvenire, da allora in poi, solo con il suo consenso scritto.
Art. 12
Tutti gli studenti hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della Comunità alla quale appartengono, con particolare attenzione ai bisogni degli studenti. La Scuola promuove iniziative atte a favorire il superamento di eventuali svantaggi linguistici, ricorrendo anche, ove necessario a servizi offerti dagli enti territoriali. La scuola promuove nell'ambito degli scambi culturali iniziative di accoglienza e attività varie finalizzate allo scambio fra le diverse culture.
La scuola organizza servizi alla persona e di counseling
anche nell'ambito del Centro Informazione e Consulenza (laddove presenti). Ogni
dato psicofisico e personale, riferito allo studente, rilevante nell'attività
formativa, è registrato in ambiente scolastico con garanzia di massima
riservatezza e professionalità. La scuola garantisce ambienti e strutture
adeguate agli studenti portatori di handicap.
Art. 13
I doveri tendono a garantire nella quotidianità della vita scolastica l'esistenza di un contesto consono all'attuazione del "patto formativo" e all'equilibrato esercizio dei diritti-doveri da parte di ciascuna componente, nel rispetto delle reciproche libertà e come espressione del senso di appartenenza ad un contesto comune di vita.
Ogni componente la comunità scolastica si assume le responsabilità e gli oneri connessi al proprio ruolo, ma mentre questi sono giuridicamente definiti per il personale docente e non docente della scuola dal "Contratto Nazionale di Lavoro", per quanto riguarda gli studenti vengono sanciti dal presente regolamento, nel rispetto della normativa vigente e con particolare riferimento alla normativa di cui all'art.1.
Gli studenti sono tenuti a:
· frequentare regolarmente i corsi, assolvere assiduamente agli impegni di studio, mantenere un comportamento corretto e collaborativi;
· avere nei confronti del capo di Istituto, dei docenti, del personale non docente, lo stesso rispetto che questi ultimi devono loro;
· osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dall'apposito regolamento, in particolare non sostando lungo le scale antincendio ed eseguendo con assoluta tempestività, se necessario, le azioni previste dal "piano di evacuazione" dell'edificio scolastico;
· utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici, comportandosi in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola;
· deporre i rifiuti, differenziandoli, negli appositi contenitori ed avere la massima cura nell'uso degli arredi, condividendo la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico.
Art. 15
La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
Le sanzioni disciplinari sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica (sanzioni alternative).
Art. 16
Le norme che regolano i doveri degli studenti, le infrazioni disciplinari e le relative sanzioni sono state raccolte in quattro tabelle, che fanno riferimento:
· alle infrazioni disciplinari non gravi, facilmente verificabili e individuali (tabella A);
· alle infrazioni disciplinari gravi e individuali (tabella B);
· alle infrazioni disciplinari sanzionabili pecuniariamente (tabella C).
Per l'irrogazione delle sanzioni alle lettere f) e g) e per i relativi ricorsi si applicano le disposizioni di cui all'art. 328, commi 2 e 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n.297. Contro le sanzioni disciplinari diverse da quelle sopra individuate è ammesso ricorso da parte degli studenti entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione all'organo di garanzia interno alla scuola costituito a norma dell'art. 7.
I provvedimenti decisi dall'organo collegiale preposto comportano l'instaurarsi di una procedura aperta da una breve istruttoria a porte chiuse dell'organo disciplinare e seguita dall'audizione dello studente nei cui confronti l'organo procede. Esaurita questa fase l'organo di disciplina torna a riunirsi a porte chiuse e decide sulla sanzione da comminare. Tale decisione è subito comunicata allo studente interessato che, ammesso dinanzi a tale organo, può chiedere la commutazione della sanzione ai sensi dell'art. 6.2 del presente regolamento. Su tale eventuale richiesta decide in via definitiva l'organo di disciplina, che renderà tempestivamente note le sue conclusioni all'interessato.
Art. 18
L'Organo di Garanzia (OG) è composto da:
Le elezioni avvengono all'inizio di ogni anno scolastico, secondo le modalità definite da ogni singola componente.
L'OG interviene nelle sanzioni disciplinari (diverse dalle sospensioni) e nei conflitti in merito all'applicazione del Regolamento di Istituto, su richiesta di chiunque ne abbia interesse. Le funzioni dell'OG sono:
Il ricorso all'OG avviene entro 15 giorni dall'irrogazione della sanzione e può essere inoltrato da parte dello studente o da chiunque ne abbia interesse.
In caso di ricorso o di conflitto l'OG convoca preliminarmente le parti in causa per permettere loro di esporre il proprio punto di vista; qualora lo ritenga opportuno, può consultare un esperto anche esterno alla scuola.
Lo scopo primario dell'OG è quello di arrivare ad una
mediazione soddisfacente per le parti in causa; nel caso ciò non sia possibile,
l'OG elabora una risoluzione a cui le parti si devono attenere.
La decisione viene verbalizzata e pubblicizzata mediante l'affissione in un
apposito spazio.
L'OG si riunisce obbligatoriamente nei mesi di ottobre, febbraio e maggio per
procedere all'attività di valutazione del funzionamento del Regolamento secondo
le modalità prestabilite.
Le riunioni dell'OG devono almeno prevedere la presenza di 4 eletti (tra cui
almeno 1 studente) per avere validità legale. Le decisioni all'interno dell'OG
vengono prese a maggioranza o per consenso, a discrezione dell'OG stesso. L'OG
ha diritto, qualora ne faccia richiesta, ad avere una formazione specifica e/o
una supervisione di esperti su temi attinenti la propria funzione (ad esempio:
la risoluzione dei conflitti, la negoziazione, la normativa scolastica...).
Una delle più grandi innovazioni dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti è proprio quella di aver introdotto strumenti di tutela e di garanzia, istituendo l'Organo di Garanzia: uno interno ad ogni istituto ed uno provinciale (art.5, commi 2 e 4) con il compito di controllare l'effettivo rispetto dello Statuto, la conformità ad esso dei Regolamenti d'Istituto e di dirimere le controversie. Le sanzioni più gravi devono sempre essere decise da un organo collegiale e non possono più essere decise arbitrariamente, per questo è possibile usufruire delle sanzioni alternative: le "pene" hanno una finalità educativa tesa a far comprendere l'errore e ad evitare che esso non sia più commesso in futuro e le sanzioni alternative rispondono certamente meglio a questa esigenza Definire diritti e doveri degli studenti ed istituire un organo di garanzia è un segno di volontà democratica e di coerenza pedagogica in quanto si cerca di promuovere credibilità educativa e condivisione sociale delle responsabilità, dei processi e degli esiti.
Gli Organi di Garanzia sono un atto di democrazia difficile
da applicare; infatti sono cosa poco nota alla maggior parte delle famiglie,
dei ragazzi e anche dei docenti; la sfida che attende ogni istituito scolastico
è proprio la sua realizzazione concreta. E' necessario formare a tal fine
dirigenti scolastici, docenti e studenti affinché l'impulso innovativo della
riforma non venga smorzato dalla mancanza di informazione e dall'indifferenza o
non si traduca in mera proceduralità burocratica.
L'Organo di Garanzia provinciale è composto da due studenti designati dalla
Consulta Provinciale degli Studenti, da tre docenti e da un genitore designati
dal Consiglio Scolastico Provinciale ed è presieduto da una persona di elevate
qualità morali e civili nominata dal dirigente dell'amministrazione scolastica
periferica .L'organo di garanzia provinciale (del quale fanno parte anche due
studenti nominati dalla Consulta provinciale degli studenti) emana un parere
vincolante in merito alle presunte violazioni dello statuto, anche contenute
nei regolamenti d'istituto. Il parere deve essere chiesto dal Dirigente
dell’Ufficio Scolastico Provinciale prima di decidere in via definitiva. Ai due
organi possono ricorrere tanto gli studenti, quanto chiunque vi abbia
interesse, a conferma che la scuola è una comunità, all'interno della quale
ognuno ha il diritto/dovere di operare per trovare una strada adeguata per la
corretta applicazione delle norme.
Il valore dello Statuto si realizza anche in questi strumenti di tutela e di garanzia propri di un sistema democratico che sono fondamentali nell'attuazione della cittadinanza studentesca.
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Tema |
Cos'è la scuola |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze, delle competenze e della coscienza critica |
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Art. |
1/c.1 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Le Istituzioni scolastiche provvedono alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa |
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Art. |
1/c.1 |
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COSA SIGNIFICA |
Sostituire la cultura del nozionismo: diviene centrale la didattica e il sapere apprendere |
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COSA FARE |
Tradurre questi principi nel POF e formare i docenti e gli studenti per renderne effettiva l'applicazione |
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Tema |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
COMUNITÀ di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici |
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Art. |
1/c.2 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Condivisione delle scelte, partecipazione di tutte le componenti, rapporti con le realtà operanti sul territorio |
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Art. |
3/ c. 1-2-4 |
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COSA SIGNIFICA |
Adottare un metodo di lavoro cooperativo e riconoscere pari dignità a tutti |
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COSA FARE |
Tutte le scelte devono essere condivise da tutte le componenti della comunità scolastica |
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Tema |
Missione della scuola |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Crescita della persona in tutte le sue dimensioni: formazione alla cittadinanza, realizzazione del diritto allo studio, sviluppo delle potenzialità di ciascuno, della personalità dei giovani, del loro senso di responsabilità, della loro autonomia individuale |
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Art. |
1/c.2-3 2/c.8a |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Sviluppo della persona umana e delle potenzialità individuali al fine di garantire il successo formativo |
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Art. |
1/c. 1-2 4/c.1 |
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COSA SIGNIFICA |
Lo studente è un soggetto non più un mero destinatario: la scuola mira non solo all'acquisizione di conoscenze, ma anche di competenze e metodi |
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COSA FARE |
Questi devono essere gli obiettivi di ogni progetto delle scuole, occorre in particolare soddisfare i bisogni di ciascuno studente attivando percorsi adeguati |
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Tema |
Scuola e territorio |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
La comunità scolastica deve interagire con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte in armonia con i principi generali dell'ordinamento italiano |
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Art. |
1/c.2-3 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Coerenza con gli obiettivi generali determinati a livello nazionale: riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale; comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche Il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche |
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Art. |
3/c. 2-4 |
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COSA SIGNIFICA |
La scuola non è più un isola senza contatti con l'esterno: le scuole devono rapportarsi tra di loro, rispondere ai bisogni della società di cui sono parte. La scuola deve essere una risorsa per il territorio e il territorio deve essere una risorsa per la scuola che pertanto deve poter essere aperta all'esterno |
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COSA FARE |
Considerare gli spazi della scuola come utilizzabili da tutto il territorio circostante. Stipulare accordi, intese, convenzioni per creare una rete di collaborazioni. Sfruttare la risorsa rappresentata dalla Consulta Provinciale degli Studenti |
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Tema |
Doveri della scuola |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Servizio didattico di qualità; offerte formative aggiuntive recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio; recupero della dispersione scolastica; sicurezza degli ambienti; adeguatezza delle strutture tecnologiche; servizi di sostegno e promozione della salute |
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Art. |
2/c.8 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Assicurare iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale, coordinandosi eventualmente con le attività assunte dagli enti locali; promuovere l'introduzione e l'utilizzazione di tecnologie innovative. Le scuole provvedono a tutti gli adempimenti relativi alla carriera scolastica degli alunni. |
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Art. |
4/c. 4-5 14/c.2 |
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COSA SIGNIFICA |
La scuola deve fornire un servizio di qualità: tutte le componenti della comunità devono concorrere al raggiungimento di tale obiettivo, assumendosi i rispettivi obblighi. La ricerca dell'innovazione è indicatore di qualità |
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COSA FARE |
Attivare i percorsi, realizzare le attività e i progetti necessari: rispetto dei paletti determinati a livello nazionale |
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Tema |
Organizzazione della scuola |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Diritto dello studente ad esprimere la propria opinione anche mediante una consultazione |
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Art. |
2/c.5 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
La modalità organizzativa scelta deve curare la promozione e il sostegno dei processi innovativi e il miglioramento dell'offerta formativa |
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Art. |
5/c.1 |
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COSA SIGNIFICA |
L'organizzazione è un elemento determinate per assicurare l'utilizzo di processi innovativi e il miglioramento dell'offerta formativa |
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COSA FARE |
Condividere le scelte in materia di organizzazione |
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Tema |
Diritto alla partecipazione attiva e responsabile |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
In particolare sulle scelte di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e di materiale didattico |
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Art. |
2/c.4 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
La scelta per l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo, sono coerenti con il POF e sono attuate con criteri di trasparenza e tempestività |
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Art. |
4/c.5 |
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COSA SIGNIFICA |
Se la scuola è una comunità dove tutti hanno pari dignità è ovvio che le scelte devono essere condivise. La partecipazione consente di rafforzare il senso di comunità |
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COSA FARE |
Coinvolgere gli studenti in tutti le fasi dei processi decisionali, con il fine di educare alla democrazia. Inserire nel Regolamento d'istituto le modalità di partecipazione |
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Tema |
Diritto di assemblea e di associazione |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
La scuola disciplina il diritto di riunione e di assemblea degli studenti a tutti i livelli. Le associazioni studentesche possono operare e svolgere iniziative. È previsto l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle loro associazioni |
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Art. |
2/c.9 2/c.10 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Il POF tiene conto delle indicazioni formulate dalle associazioni, anche di fatto, degli studenti |
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Art. |
3/c.3 |
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COSA SIGNIFICA |
La scuola come luogo di formazione alla cittadinanza si informa ai valori democratici: deve prevedere forme di rappresentanza e riconoscere la valenza formativa di esperienze di reale partecipazione democratica |
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COSA FARE |
Scrivere il Regolamento dell'assemblea d'Istituto e disciplinare le forme di partecipazione alla vita della scuola. Attivare percorsi di formazione per i rappresentanti e fornire le competenze necessarie alla partecipazione |
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Tema |
Diritto ad essere informato |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Su tutte le decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola. Lo Statuto e ogni altro documento fondamentale vengono consegnati agli studenti all'atto dell'iscrizione |
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Art. |
2/c.3 6/c.2 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Gli obiettivi dell'autonomia si attuano con criteri di trasparenza e tempestività. Il POF è reso pubblico e consegnato agli studenti e alle famiglie all'atto dell'iscrizione |
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Art. |
4/c.5 3/c.5 |
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COSA SIGNIFICA |
L'informazione è fondamentale per consentire la partecipazioni e l'attuazione dei diritti. Ovviamente implica un obbligo ad informare |
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COSA FARE |
Individuare le modalità per una corretta informazione: la bacheca o la consegna di una normativa non sono le uniche soluzioni |
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Tema |
Intercultura |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Rispetto della vita culturale e religiosa degli studenti stranieri anche mediante attività di accoglienza e tutelando la loro lingua e cultura |
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Art. |
2/c.7 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Si possono programmare percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività nonché insegnamenti in lingua straniera |
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Art. |
4/c.3 |
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COSA SIGNIFICA |
Comprendere le altre culture e considerare le differenze una risorsa. Tutelare i diritti delle minoranze |
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COSA FARE |
Attivare percorsi interdisciplinari ed esperienze dirette, valorizzando anche l'esistente nella scuola. |
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Tema |
Cittadinanza di tutti |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Libertà di espressione, di coscienza e di religione: ripudio di ogni barriera sociale, ideologica e culturale |
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Art. |
1/c.2-4 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Occorre considerare anche le esigenze di gruppi minoritari |
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Art. |
3/c.2 |
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COSA SIGNIFICA |
Nella comunità scolastica le differenze non solo sono rispettate ma valorizzate |
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COSA FARE |
Non si possono sanzionare questi comportamenti |
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Tema |
Diritto alla privacy |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Tutela del diritto dello studente alla riservatezza |
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Art. |
2/c.2 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Adozione di tutte le iniziative utili al successo formativo |
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Art. |
4/c.1 |
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COSA SIGNIFICA |
Garantire questo diritto in ogni aspetto: perché non applicarlo anche per la valutazione? |
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COSA FARE |
Individuare nel Regolamento le modalità di tutela della riservatezza |
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Tema |
Diritto alla formazione e valorizzazione delle inclinazioni personali |
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Nello Statuto D.P.R. 249/1998 |
Formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità di idee grazie ad un'adeguata informazione, alla possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome |
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Art. |
2/c.1 |
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Nel Regolamento dell'Autonomia D.P.R. 275/1999 |
Le scuole riconoscono e valorizzano le diversità e promuovono le potenzialità di ciascuno anche attraverso l'individuazione di criteri per il riconoscimento dei crediti e il recupero dei debiti scolastici di ciascun alunno e dei crediti formativi relativi alle attività aggiuntive o liberamente effettuate dagli alunni e debitamente accertate o certificate |
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Art.< |