Istituto Comprensivo "G. Boccati" - Camerino
CAMERINO

Ragioni storiche, culturali, amministrative e religiose fanno sì che Camerino, sede dell'Istituto comprensivo "G. BOCCATI", conservi, nonostante i soli 7.278 residenti, la denominazione di città.
Essa domina una vasta zona montana estesa dal Catria ai Sibillini, fra la catena orientale e la catena media dell'Appennino centrale con un comprensorio comunale che abbraccia oltre 30 frazioni e numerose località isolate e non facilmente raggiungibili. Sono, pertanto, evidenti le opportunità offerte dal territorio sia per approfondimenti di carattere storico-artistico, relativi soprattutto al Medioevo e al Rinascimento, sia per lo studio dell'ambiente, date le caratteristiche morfo-geologiche e la ricchezza della fauna e della flora, tipiche della media e alta collina: va sottolineato il fatto che Camerino potrà sicuramente beneficiare, grazie ai rapporti con l'Università, della recente istituzione del Parco nazionale dei Sibillini.

FIASTRA

E' situata in montagna a 783 m. s.l.m. nel mezzo dell'alta valle del Fiastrone, alle falde dei Monti Sibillini, ed è capoluogo dell'omonimo comune il cui territorio si estende per Kmq. 57,57 tra i 350 e i 1.600 m. d'altitudine. Reperti archeologici, venuti alla luce in varie epoche, testimoniano insediamenti umani fin dall'età neolitica.Nel basso medioevo, sul territorio, grazie non solo ad una certa prosperità derivante da una ricca pastorizia e dall'arte della lavorazione della lana ma anche dall'ottimo materiale da costruzione, furono edificati solidi castelli.

MUCCIA

L'origine di Muccia è Neolitica, confermata da numerosi reperti archeologici oggi in Ancona al Museo archeologico nazionale delle Marche; la storia vuole che Muccia sia fondata da Muzio Scevola, cui si ispira lo stemma comunale. Attestato nel Medioevo con il nome di Mutia, appartenne per lungo tempo al Ducato di Camerino, come quasi tutti i castelli della zona. Fu sede di mulini e di altri opifici azionati dalla forza idraulica prodotta dalla canalizzazione delle acque del fiume Chienti, che formava anche il vallato intorno all'antico castello.

BOLOGNOLA

il suo nome deriva da “Bona”, divinità di origine umbro-celtica il cui culto, anche in questa zona come nel resto d'Europa, si perde nella notte dei tempi. Le origini del paese vanno dunque collocate nella preistoria, mentre totalmente priva di fondamento è la leggenda che la vuole fondata da esuli bolognesi.

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