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Istituto Comprensivo "G. Boccati" - Camerino | |
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Regolamento d'Istituto Scarica in formato WORD: Scarica
PREMESSA Il presente Regolamento si propone di sollecitare la partecipazione delle componenti del processo formativo per un corretto e proficuo funzionamento dell'Istituzione Scolastica, nel rispetto dei principi di libertà, di equità, di sicurezza e di trasparenza sanciti dalla Costituzione. Si ispira alle finalità del Regolamento dell'autonomia scolastica e fa esplicito riferimento al Piano dell'Offerta Formativa con l'intento di contribuire alla piena attuazione del diritto allo studio di ogni singolo alunno. Al fine di rendere effettivo tale diritto, l'Istituzione Scolastica promuove ogni opportuna iniziativa intesa a rimuovere gli ostacoli, che ne possano impedire la piena attuazione. Il Regolamento d'Istituto regola la vita e l'organizzazione dell'Istituzione Scolastica e persegue i seguenti obiettivi: ¨ garantire la libertà di pensiero, di associazione e di espressione di tutte le componenti dell'Istituzione Scolastica; ¨ garantire una permanente attenzione sullo stato di applicazione della normativa; ¨ favorire l'accoglienza, l'inserimento e l'integrazione di tutti gli alunni; ¨ far acquisire e diffondere in tutta la popolazione scolastica la cultura di appartenenza ad un sistema organizzato e sicuro; ¨ favorire l'acquisizione del senso di consapevolezza, partecipazione e cooperazione in merito alle attività finalizzate all'istruzione e alla formazione dei giovani. Tutte le componenti dell'Istituzione Scolastica: Dirigente Scolastico, Docenti, Alunni, Genitori e Personale ATA, sono tenute ad osservare scrupolosamente le norme del presente Regolamento e a partecipare al processo di attuazione e di sviluppo dell'autonomia, agendo nell'ambito e nei limiti delle proprie competenze, rispettando quelle altrui e assumendo le rispettive responsabilità. Norme Comuni Art.1 Le attività 1. Le attività dell'Istituzione Scolastica vengono deliberate e realizzate dagli Organi Collegiali previsti dalla normativa vigente. 2. Ciascuno degli Organi Collegiali programma le attività, nel tempo, in rapporto alle proprie competenze e ne coordina lo svolgimento. 3. Ciascun Organo Collegiale opera in maniera coordinata con gli altri Organi che esercitano competenze parallele, ma con rilevanza diversa, in determinate materie. 4. Ai fini di cui al precedente comma si considerano anche le competenze, in materie definite, di un determinato Organo quando il loro esercizio costituisca presupposto necessario od opportuno per l'esercizio delle competenze di un altro Organo Collegiale. 5. Le componenti dell'Istituzione Scolastica dovranno rendersi disponibili a collaborare con i gradi gerarchicamente superiori dell'Amministrazione Scolastica , con gli Enti Locali e con le altre Istituzioni ed Associazioni presenti sul territorio. 6. Le Componenti dell'Istituzione Scolastica e gli Organi Collegiali, nel portare avanti le proprie attività, possono avvalersi della collaborazione di Commissioni o Gruppi di lavoro costituiti, a seconda della materia, dal solo personale docente o, in maniera paritetica, dai rappresentanti dei diversi Organi dell'Istituzione Scolastica 7. Le commissioni e i Gruppi di Lavoro hanno potere consultivo; svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dalla componente scola-stica o dall'Organo che li ha nominati al quale sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. 8. Delle sedute di commissione e di gruppo viene redatto sintetico processo verbale. Art. 2 Collaborazioni esterne 1. Le Componenti dell'Istituzione Scolastica, qualora lo ritengano necessario, per garantire un più elevato livello di qualità dell'offerta formativa, possono avvalersi della collaborazione occasionale di Esperti Esterni . Art. 3 Funzionamento: disposizioni generali 1. La convocazione degli Organi Collegiali è esercitata dal Presidente dell'Organo Collegiale stesso o da un terzo dei membri. 2. L'atto di convocazione, emanato dal Presidente e trasmesso per posta ad ogni membro dell'Organo Collegiale, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e con anticipo di almeno 24 ore nel caso di riunioni d'urgenza. In quest'ultimo caso la convocazione potrà essere fatta anche col mezzo più rapido. 3. La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l'ora e il luogo della riunione. 4. Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni. 5. Di ogni seduta è redatto un processo verbale che verrà steso su apposito registro a pagine numerate e sottoscritto dal Presidente e dal Segretario, dopo che i membri del Consiglio lo avranno approvato al termine della riunione, qualora il verbale venga redatto seduta stante, o all'inizio della seduta successiva, se redatto dopo la riunione. 6. Per la validità della riunione e per l'approvazione del verbale è necessaria la maggioranza relativa (metà più uno) dei componenti l'Organo Collegiale. 7. La legge stabilisce l'obbligo di deliberare in seduta segreta, quando in discussione vi sono argomenti riguardanti persone determinate. La circostanza della seduta segreta deve risultare espressamente dal verbale della riunione. Gli Organi Collegiali Art. 4 Consigli di Interclasse e di Intersezione 1. I Consigli di Classe, di Interclasse e di Intersezione sono eletti, secondo le disposizioni ministeriali, entro il 31 Ottobre di ogni anno. 2. Fino alle nuove elezioni rimangono in carica i membri dell'anno precedente, mentre le classi prime saranno rappresentate dai singoli insegnanti. 3. I Consigli di Classe, di Interclasse e di Intersezione sono convocati e presieduti dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato secondo il piano annuale delle riunioni (Art. , comma 2 ). 4. Qualora se ne ravvisi la necessità, la convocazione può essere richiesta anche dalla maggioranza dei membri che compongono gli Organi Collegiali. 5. I Consigli sono convocati, a seconda delle materie sulle quali devono deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti. Art. 5 Collegio dei Docenti 1. Il Collegio Docenti è un organo unitario, nel senso che vi fanno parte tutti i docenti . 2. Il Collegio Docenti si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico (il primo gior-no di Settembre) e si riunisce secondo il Piano Annuale delle Riunioni concordato ed approvato dal Collegio stesso prima dell'inizio delle lezioni. 3. Le riunioni sono convocate dal Dirigente Scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il Dirigente Scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei componenti il Collegio ne faccia richiesta. Il Collegio può essere convocato in seduta disgiunta, solo docenti di Scuola Secondaria di I° grado, di Scuola Primaria, di Scuola dell'Infanzia, per trattare argomenti specifici ai tre ordini di scuola. Le sedute del Collegio non sono aperte al pubblico. 4. Nell'adottare le proprie deliberazioni, il Collegio Docenti tiene conto delle eventuali proposte dei Collegi riunitisi in forma disgiunta e dei pareri avanzati dai Consigli di Intersezione, di Interclasse e di Classe delle indicazioni delle famiglie e dei bisogni rilevati sul territorio. 5. Il Collegio Docenti, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio. 6. Delle commissioni nominate dal Collegio Docenti possono far parte i soli membri del Collegio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti qualificati esterni alla scuola. 7. Le commissioni hanno potere consultivo; eleggono un coordinatore e per il suo tramite avanzano proposte relativamente all'oggetto per il quale sono state no-minate. Art. 6 Consiglio di Istituto: funzionamento 1. Il Dirigente Scolastico, nominati i membri risultati eletti, decreta la costituzione del Consiglio e, entro 20 gg. dalla ……….., convoca la prima riunione . 2. Nella prima seduta, il Consiglio di Istituto, presieduto dal Dirigente Scolastico, elegge, tra i rappresentanti dei genitori, il Presidente. Sono candidati tutti i geni-tori membri del Consiglio di Istituto. L'elezione ha luogo a scrutinio segreto. 3. Risulta eletto presidente il genitore che ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del Consiglio di Istituto. 4. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il Presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti . 5. Il Consiglio di Istituto può deliberare di eleggere anche un vice presidente, scel-to sempre fra i genitori, con le stesse modalità previste per l'elezione del Presidente. 6. In caso di impedimento o di assenza del Presidente ne assume le funzioni il Vice Presidente. Qualora dovessero risultare entrambi assenti, presiederà la seduta il consigliere più anziano di età. 7. Il Consiglio di Istituto è convocato dal Presidente con le modalità stabilite dal precedente art. ... 8. Il Presidente è tenuto a disporre la convocazione del Consiglio su richiesta: a. del Presidente della Giunta Esecutiva; b. della maggioranza dei componenti della Giunta stessa; c. di un Consiglio di Classe, di Interclasse o di Intersezione; d. del Collegio dei Docenti; e. dell'Assemblea dei genitori regolarmente convocata (art. ). 9. L'ordine del giorno è formulato dal Presidente del Consiglio di Istituto su proposta del Presidente della Giunta Esecutiva. L'introduzione di nuovi e rilevanti argomenti può essere decisa dal Consiglio, a maggioranza relativa dei presenti. 10. A conclusione di ogni seduta, singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell'ordine del giorno della riunione successiva. 11. Il Consiglio di Istituto, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può avvalersi della collaborazione di esperti esterni, con funzione consultiva, e costituire commissioni e/o gruppi di studio e/o di lavoro. 12. Le commissioni e i gruppi di studio e/o di lavoro svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall'Organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Di ogni seduta viene redatto sintetico processo verbale. 13. Le sedute del Consiglio di Istituto, ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Vi possono assistere, senza diritto di parola, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti per legge. Qualora il comportamento dei presenti impedisca il buon funzionamento della seduta, il Presidente ha il potere di allontanare gli intervenuti e di proseguire a porte chiuse. 14. Il Presidente, constatate tre assenze consecutive da parte di uno stesso membro, lo inviterà a motivare, per iscritto, la mancata partecipazione alle sedute. Se il Consiglio di Istituto, a maggioranza assoluta, ritiene insoddisfacenti le giustifi-cazioni prodotte, ai sensi dell'art. … del D. Lgs. n. 297/1994 (T. U.), lo dichia-rerà decaduto con votazione a maggioranza relativa e provvederà a sostituirlo con il primo dei non eletti. 15. I membri del Consiglio di Istituto e di conseguenza anche quelli della Giunta Esecutiva restano in carica tre anni. Art. 7 Funzioni 1. Al Consiglio di Istituto sono attribuite le seguenti funzioni: a. elaborare e adottare gli indirizzi generali e determinare le forme di autofinanziamento; b. adottare il Regolamento interno dell'Istituzione Scolastica; c. adattare il calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali; d. deliberare in ordine: ¨ al bilancio preventivo e al bilancio consuntivo; ¨ all'adesione a reti di scuole e consorzi; ¨ alla partecipazione ad iniziative che comportino il coinvolgimento di agenzie, enti, università, soggetti pubblici e privati; ¨ all'eventuale individuazione del superiore limite di spesa di cui all'art. 34, comma 1 del D.I. n. 44/2001; ¨ alla partecipazione dell'Istituzione Scolastica ad attività culturali, spor-tive e ricreative di particolare interesse educativo. (Per la partecipazio-ne ad ogni tipo di attività sportiva, viene richiesto un certificato di idoneità, rilasciato dal personale medico dell'ASUR); e. fissare i criteri per: ¨ la programmazione e l'attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recu-pero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione; ¨ la formazione delle classi; ¨ l'assegnazione dei docenti alle classi; ¨ la concessione in uso delle attrezzature e degli edifici; ¨ la sottoscrizione di contratti di prestazione d'opera con esperti e collaboratori esterni per particolari attività ed insegnamenti; ¨ partecipazione a progetti europei/internazionali; ¨ i contratti di sponsorizzazione; ¨ convenzioni relative a prestazioni del personale della scuola per conto terzi; 2. Il Consiglio di Istituto si pronuncia su ogni altro argomento attribuito alla sua competenza dal Testo Unico (D. Lgs. n. 297/1994) e dai successivi atti legislativi e regolamenti,. Art. 8 Giunta Esecutiva 1. Composta dal DSGA, da due rappresentanti dei genitori, da un rappresentante della componente docenti, da un rappresentante del personale ATA e dal Dirigente Scolastico che la presiede, la Giunta esecutiva: a. predispone il Bilancio preventivo e il Conto consuntivo; b. prepara i lavori del Consiglio, fermo restando il diritto di iniziativa del Consiglio stesso; c. cura l'esecuzione delle relative delibere; d. prepara lo schema di relazione sull'andamento generale della vita e dell'attività dell'Istituto. 2. La Giunta viene convocata dal Dirigente Scolastico prima di ogni riunione del Consiglio di Istituto. Art. 9 Pubblicità degli atti 1. La pubblicità degli atti del Consiglio di Istituto avviene mediante affissione all'albo dell'Istituzione Scolastica, della copia integrale del testo delle delibera-zioni adottate, sottoscritta dal Presidente e dal Segretario del Consiglio . 2. L'affissione all'albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del Consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni. 3. I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell'ufficio di segreteria dell'istituzione Scolastica. 4. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni riguardanti singole persone, salvo contraria disposizione scritta dell'interessato. Art. 10 Comitato di valutazione degli Insegnanti 1. Il Comitato di valutazione del servizio degli insegnanti viene eletto in una delle sedute del Collegio dei docenti prima dell'inizio dell'anno scolastico. 2. Il Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato: a. per la valutazione del servizio richiesta da singoli interessati a norma dell'art. 448 del D.L.vo n. 297/94, per un periodo non superiore all'ultimo triennio; b. alla conclusione dell'anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi degli artt. 438, 439 e 440 del D.L.vo n. 297/94; c. ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità. Norme Comuni Art. 11 La Comunicazione 1. Il senso reale dell'autonomia va ricercato non tanto nella flessibilità organizzativa, quanto nella capacità, riconosciuta alle scuole, di collegarsi al territorio, ai suoi enti, alle agenzie che ne interpretano le vocazioni e i bisogni. Autonomia è principalmente collaborazione delle risorse, lavoro in comune, programmazione coordinata di azioni che appartengono alla sfera di competenze di enti e soggetti diversi, ma che hanno come scopo comune lo sviluppo, soprattutto culturale, di una società che è radicata in uno spazio ed in un tempo definiti. Indubbiamente le istanze di maggiore spessore riguardano le relazioni che la scuola riesce ad in-staurare con l'esterno e cioè con gli Enti locali, le Associazioni, … per la realizzazioni di intese, convenzioni, progetti comuni. 2. È evidente che gli obiettivi della riorganizzazione dei servizi scolastici, della flessibilità operativa in contesti complessi, l'efficacia degli interventi formativi, l'efficienza della gestione, sono conseguibili in misura direttamente proporzionale alla capacità di comunicare che caratterizza i soggetti che collaborano nella e con la scuola. 3. La normativa individua con grande chiarezza quali sono: Ø Le attività di informazione e di comunicazione istituzionale che debbono porre in essere tutte le amministrazioni pubbliche (ivi comprese le scuole): a. l'informazione ai mezzi di comunicazione di massa (stampa, audiovisivi, telematica); b. la comunicazione esterna rivolta ai cittadini, alle collettività e ad altri enti; c. la comunicazione interna. Ø Le finalità cui devono rispondere le attività di informazione e comunicazione: a. far conoscere, illustrandole, le disposizioni normative, al fine di facilitarne l'applicazione; b. illustrare le attività poste in essere dalle istituzioni e le modalità del loro funzionamento; c. favorire, promuovendone la conoscenza, l'accesso ai servizi pubblici; d. promuovere conoscenze allargate e approfondite su temi di rilevante interesse pubblico e sociale; e. favorire processi interni di semplificazione delle procedure e di trasparenza amministrativa; f. promuovere l'immagine delle amministrazioni e dell'Italia in Europa e nel mondo, conferendo conoscenza e visibilità ad eventi importanti. Ø Il target. a. Il primo target di riferimento è rappresentato sicuramente dalle famiglie e dagli studenti. La corresponsabilità educativa, sulla quale si fonda gran par-te della moderna pedagogia scolastica, non potrebbe neanche essere evocata se non facesse perno su un sistema comunicativo tra scuola e famiglia, in grado di consentire un costante passaggio di informazioni; studenti e famiglie chiedono informazioni e fanno richieste di servizi specifici, desiderano orientarsi rispetto alle opzionalità formative proposte. Tali utenti avranno un ruolo sempre più importante negli stessi processi didattici: elaborazione dei piani di studio personalizzati, costruzione del portfolio, valutazione del servizio offerto dalla scuola. Ø Le tipologie operative: a. l'organizzazione di manifestazioni e la partecipazione a rassegne specialistiche, concorsi, convegni, congressi, …; b. la costituzione di sportelli informativi; c. i sistemi telematici multimediali della comunicazione …. d. per l'informazione la scuola assicura spazi ben visibili e predispone: ¨ tabelle dell'orario di lavoro dei dipendenti (orario docenti, orario e funzioni del personale amministrativo, ausiliario); ¨ organigramma degli uffici (direzione e servizi); ¨ organigramma degli Organi Collegiali; ¨ organico personale docente e ATA; ¨ albo di Istituto; ¨ sono, inoltre, resi disponibili appositi spazi per una bacheca sindacale e una bacheca genitori. Art. 12 Autoanalisi, autovalutazione d'Istituto 1. Con la scuola dell'autonomia non è sufficiente la valutazione degli apprendimenti; questi rappresentano la punta di diamante di un sistema che nella sua complessità va controllato e valutato. Nel vecchio modello di scuola gerarchica, il controllo era intrinseco all'atto burocratico, funzionale a programmi nazionali e a procedure obbligate e codificate fin nei minimi particolari. Nella scuola au-tonoma cambia il paradigma di riferimento: l'organizzazione della didattica, benché entro parametri di massima, si definisce localmente e localmente la scuola dovrà stabilire contatti e collaborazioni con gli Enti presenti sul territorio per reperire risorse, ai quali, poi, dovrà render conto del proprio operato. Il controllo non sarà più burocratico, ma dovrà cogliere la qualità del servizio, la sua efficacia e la sua efficienza. Non potrà più essere un controllo implicito, ma tra-sparente, riconosciuto e condiviso. Con l'autonomia una scuola non vale l'altra; tutte le componenti dell'Istituzione Scolastica sono, a vario titolo, responsabili dell'efficacia e della qualità del servizio offerto. Le più approfondite riflessioni sulla valutazione in ambito organizzativo scolastico sono state avviate negli anni '80 ed hanno dato vita a diversi approcci di intervento valutativo e autovalutativo. Tra questi ultimi, ossia tra impianti valutativi che non dipendono da valutatori esterni emerge l'autoanalisi e l'autovalutazione di istituto: un approccio valutativo fondato sulla revisione delle scelte organizzative ed educative da parte dei soggetti interni alla scuola. Ha come scopo il miglioramento nella comparazione tra modello ideale di scuola, che emerge dagli attori, e il modello reale agito nei comportamenti organizzativi ed educativi.Tutte le pratiche autovalutati-ve corrono il rischio dell'autoreferenzialità, se mancano criteri e standard di rife-rimento condivisi da tutti gli attori/agenti del sistema scuola. 2. La Commissione dell'Autonomia dovrà affrontare questo aspetto ed elaborare, entro …… , un sistema e un insieme di strumenti per procedere all'autoanalisi e all'autovalutazione d'Istituto. 3. L'autoanalisi e l'autovalutazione rispondono ai seguenti compiti: ¨ fornire una guida all'azione di sviluppo; ¨ consentire un controllo sistematico dei risultati; ¨ valorizzare l'identità della scuola; ¨ legittimare l'autonomia della scuola; ¨ coinvolgere direttamente gli operatori; ¨ promuovere un'azione di miglioramento; ¨ contestualizzare l'approccio autovalutativo; ¨ valorizzare il processo formativo . Art. 13 Iscrizioni 1. L'iscrizione degli alunni alla scuola costituisce adempimento annuale di partico-lare rilievo, sia sotto l'aspetto della responsabilità dei genitori nei confronti dell'obbligo formativo verso i propri figli sia sotto quello amministrativo del Servizio-Istruzione per i profili organizzativo-gestionali interni al Sistema Sco-lastico. 2. I genitori devono iscrivere i propri figli nel rispetto delle disposizioni ministeriali, che la scuola si impegna a rendere pubbliche. 3. Le modalità per l'iscrizione sono così fissate: 1. Ogni anno il Ministero della Pubblica Istruzione emana una Circolare attuativa riguardo alle iscrizioni degli alunni alle scuole; 2. L'Istituzione Scolastica, con la collaborazione dell'Amministrazione Comunale, provvede all'affissione di un manifesto contenente le indicazioni essenziali relative agli adempimenti delle iscrizioni; 3. Il Dirigente Scolastico convoca i genitori degli alunni aventi diritto ad essere iscritti alla prima sezione della Scuola dell'Infanzia, alla prima classe della Scuola Primaria e alla prima classe della Scuola Secondaria di I° grado e spiega loro sia le modalità dell'iscrizione sia i contenuti dell'attività didattico-formativa proposti dall'Istituzione Scolastica; 4. I Genitori, dopo aver valutato le proposte e in piena libertà, scelgono la scuola e il tempo-scuola per i propri figli; 5. Si recano negli Uffici di Segreteria, nell'orario stabilito e reso noto, per espletare gli adempimenti di carattere pratico-amministrativo: Art. 14 Inserimento alunni diversamente abili 1. Il Piano dell'Offerta Formativa, elaborato dal Collegio dei Docenti e adottato dal Consiglio d'Istituto, pone particolare attenzione nei confronti degli alunni diversamente. Al punto 6 del Documento programmatico viene illustrato nel dettaglio il processo da seguire, con la collaborazione della famiglia, dell'Equipe degli esperti e di ogni altro ente coinvolto, per un loro completo ed efficace inse-rimento nel contesto del gruppo-classe, dell'Istituzione Scolastica e via via del contesto sociale. 2. L'inserimento e l'integrazione degli alunni diversamente abili saranno attuati secondo criteri indicati dal Gruppo di lavoro per i diversamente abili. Lo stes-so gruppo provvederà all'assegnazione ad ogni bambino delle ore di sostegno, riconosciute dall'Ufficio Scolastico Regionale e dall'USP. 3. È compito della Istituzione Scolastica operare in modo da contenere, ridurre e, nei limiti del possibile, colmare lo svantaggio specialmente nell'apprendimento. 4. Gli alunni diversamente abili verranno, comunque, inseriti in gruppi-classe non superiori alle 20 unità e in numero non superiore a due, se portatori di Handicap simili, per ogni classe , facendo attenzione che non vi siano alunni stranieri i-scritti per la prima volta nelle scuole italiane; Art. 15 Inserimento alunni stranieri 1. La presenza di alunni stranieri viene ritenuta uno stimolo e una risorsa nella progettazione dei percorsi formativi delle nuove generazioni, volti all'acquisizione dei seguenti obiettivi: a. Consapevolezza del patrimonio della civiltà europea; b. Incontro aperto con altre culture e modelli di vita: c. Garanzia per tutti i cittadini italiani e non, di acquisire nelle Istituzioni Sco-lastiche una reale esperienza di apprendimento e di inclusione sociale. 2. La complessità della loro integrazione richiede, comunque, un notevole impegno sia di accoglienza sia di comunicazione con le famiglie. È necessario ricorrere, nei limiti delle possibilità economiche dell'Istituzione Scolastica e del sostegno da parte degli Enti Locali, a mediatori e/o a interpreti per superare le difficoltà linguistiche ed anche per facilitare la comprensione delle scelte educative della scuola . 3. Il criterio prioritario per l'inserimento dell'alunno straniero in una classe è quello dell'età anagrafica. In secondo luogo verranno accertati i livelli, le abilità e le competenze necessarie per rimanere nella classe o per essere assegnato ad un gruppo più rispondente ai suoi bisogni. 4. In ogni classe possono essere formati gruppi per madre lingua non più numerosi di tre unità. 5. Le iscrizioni degli alunni stranieri possono essere accolte in qualsiasi momento dell'anno scolastico indipendentemente dalla regolarità della situazione familiare in ordine al soggiorno in Italia. 6. La documentazione da richiedere/acquisire al momento dell'iscrizione deve riguardare e comprendere: a. Il Permesso di soggiorno; b. I Documenti anagrafici; c. I Documenti sanitari; d. I Documenti scolastici. Gli alunni privi di documentazione anagrafica o in posizione di irregolarità vengono iscritti con riserva in attesa della regolarizzazione. Art. 16 Vigilanza sugli alunni 1. Innumerevoli sono le specificità che riguardano la responsabilità connessa con la vigilanza sugli alunni. Esse potrebbero verificarsi per l'intero arco temporale in cui gli alunni partecipano alla vita della scuola, comprese le attività extra-curricolari (ricreazione, visite guidate, viaggi di istruzione, …) e concernono sia i danni causati da un alunno ai compagni o a cose sia i danni provocati a se stes-so. 2. La scuola declina ogni responsabilità circa la vigilanza sugli alunni prima del loro ingresso all'interno dell'edificio scolastico e dopo l'uscita dall'edificio stesso. 3. La vigilanza sugli alunni è obbligo prioritario del personale docente e dei genitori , ma coinvolge anche il personale direttivo e ausiliario, nonché gli Organi Collegiali della scuola, che ne devono regolare/regolamentare l'esercizio, 4. Gli Insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni . 5. Per gli insegnanti l'obbligo della vigilanza comporta anche la loro attenzione riguardo ai movimenti degli alunni, all'uso delle attrezzature, ai giochi (soprattut-to quelli praticati spontaneamente durante i momenti di pausa), valutati più o meno pericolosi, alle condizioni di sicurezza dei locali in cui si svolge l'attività didattica. 6. Ogni volta che si ravvisi una situazione di pericolo, il personale di cui all'art. …. deve farsi carico di segnalarla, tempestivamente, al Dirigente Scolastico o a un suo delegato. 7. Rischi specifici d'infortunio sono presenti durante lo svolgimento dell'educazio-ne fisica, anche in relazione con le difficoltà proprie di ciascun esercizio e con l'uso di attrezzi. I Docenti perciò adegueranno gli esercizi all'età e alle caratteri-stiche individuali degli allievi; controlleranno gli attrezzi e i dispositivi di prote-zione collettiva e individuale eventualmente necessari; impartiranno preventi-vamente tutte le istruzioni necessarie per una corretta esecuzione. Gli allievi devono eseguire solo gli esercizi programmati e secondo le istruzioni ricevute. I collaboratori scolastici collaboreranno coi docenti per il controllo, anche igieni-co, dei locali e delle attrezzature. Durante l'attività di educazione fisica, ai fini della sicurezza, gli allievi sono equiparati ai lavoratori ed hanno l'obbligo di os-servare le disposizioni di cui all'art. 12 del D. Lgs. n. 626/1994; 8. I Collaboratori Scolastici hanno l'obbligo di assicurare l'integrità degli alunni secondo le attribuzioni di ciascun profilo professionale che, per i Collaboratori inseriti nel profilo "A", prevede " […] compiti di accoglienza e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all'orario dell'attività didattica e durante la ricreazione […] di custodia e di sorveglianza generica sui locali scolastici, di collaborazione con i docenti" . A tal fine ad ogni collaboratore viene assegnata una parte dell'edificio scolastico, che s'impegnerà a controllare e a tenere in ordine e pulita per tutto l'orario di servizio. Ogni allontanamento dal posto di lavoro assegnato deve essere preventivamente autorizzato dal Direttore dei Servizi Generali Amministrativi o dal Dirigente Scolastico. 9. È dovere di tutto il personale dell'Istituzione Scolastica vigilare, in ogni mo-mento e in ogni ambiente dell'edificio, sugli alunni per prevenire infortuni o fat-ti illeciti. 10. I Genitori hanno l'obbligo non solo di mantenere ma anche di istruire ed educare i propri figli, tenendo conto della loro capacità, della loro inclinazione naturale e delle loro aspirazioni . Pertanto i genitori non sono esenti da responsabilità in quanto, in sede educativa e in virtù della loro maggiore esperienza, devono fare in modo da prevenire i danni che possono essere causati dal fatto illecito del figlio minore. 11. Per la vigilanza sugli alunni durante l'ingresso e la permanenza nella scuola, nonché durante l'uscita, valgono le norme seguenti : Ingresso a. gli alunni entrano a scuola cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni; b. i genitori accompagnano gli alunni fino all'ingresso della scuola e lì li attenderanno anche al termine delle lezioni per riprenderli; c. i genitori possono entrare a scuola solo in caso di necessità; d. al segnale di inizio delle lezioni, i genitori presenti all'interno dell'edificio scolastico dovranno uscire; e. gli alunni che usufruiscono dei servizi di trasporto e prescuola sono accettati a partire dall'ora di arrivo dei pulmini e dal momento in cui i genitori li lasciano in consegna al personale incaricato del servizio di pre-scuola; f. il ritardo degli alunni rispetto all'orario d'ingresso viene così regolamenta-to: ¨ fino a due ritardi consecutivi gli alunni sono ammessi in classe accompagnati dai genitori o da loro delegati muniti di giustificazione scritta; ¨ al terzo ritardo consecutivo il Docente dovrà informare il Dirigente Scolastico, il quale provvederà a convocare i genitori. Durante l'attività didattica a. Una volta iniziata l'attività didattica, gli alunni non possono più uscire dall'aula senza l'autorizzazione dell'insegnante. Qualora un alunno debba lasciare la scuola prima della fine delle lezioni, su esplicita richiesta dei genitori, verrà consegnato direttamente ad un familiare o a persone delegate; b. ogni volta che un alunno dà segnali di malessere, è bene avvisare, con la massima sollecitudine, i genitori affinché provvedano alle cure del caso. Qualora i famigliari non siano rintracciabili telefonicamente, il bambino rimarrà nei locali della scuola, ma se la sintomatologia dovesse rivelarsi particolarmente grave, verrà chiamato il 118 (Pronto Soccorso). In caso di trasporto all'ospedale, l'alunno non può essere lasciato solo; verrà accom-pagnato dall'insegnante o da altro personale dell'Istituzione Scolastica; c. la frequenza è obbligatoria, oltre che alle lezioni, : ¨ a tutte le attività opzionali, liberamente scelte; ¨ a quelle previste dal POF; ¨ a quelle che potrebbero essere decise, nel corso dell'anno scolastico, dalle insegnanti con il consenso dei genitori membri dei consigli di Classe, Interclasse/Intersezione, per la oro valenza formativa: ricerche, lavori di gruppo, visite istruttive, attività extracurricolari…; d. durante l'intervallo delle lezioni, che deve essere contenuto tra i dieci e i quindici minuti, l'insegnante deve vigilare attentamente sul comportamento dei propri alunni. Se la struttura lo permette, gli alunni, sotto stretto control-lo degli insegnanti, possono lasciare le proprie aule, ma non devono entrare nelle altre classi. I coordinatori di sede provvederanno, ogni anno, a stabilire i turni di assistenza durante l'intervallo); e. gli alunni dovranno recarsi nei servizi durante la ricreazione e sotto la sorveglianza dei collaboratori scolastici. Solo in casi del tutto eccezionali e a discrezione dell'insegnante, gli alunni possono accedere ai servizi durante le lezioni; f. durante il cambio dell'insegnante, non è permesso uscire dalle aule né fare confusione. Ogni alunno deve rimanere al proprio posto e può parlare a bassa voce con il vicino di banco; g. negli spostamenti dalla classe alla palestra, dalla classe alle "aule speciali" o in cortile, gli alunni, accompagnati dall'insegnante, debbono disporsi in fila per due e tenere un comportamento disciplinato: non devono fare lo sgambetto, non devono spingere, non devono roteare il materiale necessario per l'attività che si va a svolgere (zaino, sacchetti, righe, …); h. in nessun caso l'insegnante deve lasciare soli gli alunni; i. per qualsiasi necessità l'insegnante ricorrerà alla collaborazione di colleghi liberi dall'insegnamento o del personale ausiliario. Uscita 1. L'uscita dalla scuola deve essere considerata un momento particolarmente delicato: la stanchezza, la confusione e l'ansia di uscire possono determinare anche situazioni di pericolo, pertanto ogni movimento va regolamentato e gestito con scrupolo e con la massima attenzione : a. qualche minuto prima della fine delle lezioni, gli insegnanti inviteranno gli alunni a: ¨ riporre il materiale nello zaino, facendo attenzione a non lasciarlo sotto i banchi; ¨ lasciare in ordine i banchi e l'aula; ¨ ad indossare gli indumenti sistemati sugli attaccapanni. I più piccoli e gli alunni diversamente abili saranno aiutati, a seconda della necessità, dagli insegnanti di sostegno o di quelli curricolari, dai compagni, dai collaboratori scolastici o dagli assistenti per l'autonomia, se presenti. ¨ disposti in fila per due e accompagnati dai rispettivi insegnanti, gli alunni lasceranno le proprie aule. b. lungo i corridoi e per le scale si deve procedere lentamente. È proibito gridare, spingere, fare lo sgambetto, …. c. l'alunno che, all'uscita, non trova un genitore o la persona delegata ad attenderlo, non può essere lasciato solo; l'insegnante deve rimanere con l'alunno e sincerarsi che qualche familiare stia arrivando. Qualora il ritardo dovesse prolungarsi più del dovuto, l'insegnante può affidare l'alunno ad un collaboratore scolastico, se disponibile. 2. Ogni ordine di scuola e ogni sede provvederà a regolamentare e ad adeguare le modalità di vigilanza sugli alunni ai propri bisogni e alle proprie strutture. È compito del Coordinatore di sede formulare delle regole specifiche. Art. 17 Lo zaino:uso 1. Le nuove esigenze didattiche impongono l'uso di diversi materiali che, talvolta, vanno a gravare sul peso dello zaino. È bene che l'insegnante verifichi l'accumulo delle attività che richiedono materiali e se possibile le distribuisca in maniera più equa durante la settimana. Opportuni accordi possono essere presi tra alunni, vicini di banco, per ridurre il numero dei libri da portare a scuola. 2. All'inizio di ogni anno scolastico, in sede di Consiglio di Classe, di Interclasse e di Sezione, gli insegnanti con i rappresentanti dei genitori stabiliscono i materia-li che gli alunni devono portare a scuola. 3. Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo lo stretto necessario per il regolare svolgimento dell'attività didattica prevista dall'orario settimanale. Si ritiene molto importante la collaborazione delle famiglie, le quali, ogni giorno prima di accompagnare i figli a scuola, dovrebbero verificare se il contenuto dello zaino corrisponde alle esigenze didattiche riportate sul diario. Art. 18 Laboratori: uso 4. L'attenzione oggi posta sulle competenze , che l'Istituzione Scolastica deve garantire al termine di ogni ciclo di studi, e la necessità di definire il Profilo E-ducativo Culturale e Professionale dei singoli alunni trovano, nella didattica la-boratoriale, una strategia utile ed efficace. 5. In particolare la didattica laboratoriale tende al coinvolgimento responsabile dei docenti e degli allievi in un processo di costruzione delle conoscenze e nello sviluppo di competenze e di abilità che difficilmente gli alunni riuscirebbero ad ac-quisire attraverso una struttura organizzativa rigida centrata sull'unica strategia didattica della lezione frontale insegnante-alunno. 6. Il Collegio dei Docenti, nelle sedute prima dell'inizio dell'attività didattica, sulla base dei bisogni rilevati, stabilirà i criteri fondamentali per l'uso dei laboratori più frequentati e provvederà ad eleggere i Responsabili di laboratorio . 7. I Responsabili stabiliranno, poi, in ogni sede scolastica, le modalità e le regole per l'uso giornaliero dei laboratori. 8. Entro il 30 Giugno, i Responsabili dovranno redigere un breve report sull'attività svolta e suggerire eventuali acquisti di nuove strumentazioni e di nuovi sussidi didattici. Art. 19 Sussidi didattici: uso 1. La Pedagogia ha suggerito nel corso dei secoli le linee guida che dovrebbero indirizzare e sostenere tutti i processi educativi: ¨ promuovere l'educazione partendo dall'esperienza personale dell'alun-no (problem solving); ¨ far partecipare in modo attivo l'alunno al processo di insegnamento-apprendimento che ha sempre una valenza multidisciplinare perché la cultura non cresce per compartimenti-stagno; ¨ usare materiale e sussidi didattici . 2. La nostra Istituzione Scolastica è adeguatamente fornita di sussidi e di materiale didattico il cui elenco è esposto e consultabile presso ogni sede scolastica. Tale elenco ne specifica anche l'uso e i possibili utilizzatori. I docenti, i non docenti e gli alunni sono tenuti a fare un buon uso e a conservare la piena efficienza dei sussidi messi a loro disposizione. 3. L'uso deve avvenire sotto la diretta sorveglianza dell'Insegnante Responsabile dei sussidi (eletto dal Collegio dei Docenti: uno per ogni sede scolastica) o di un Tecnico. Nessuno deve far uso di strumenti di cui non conosce il funzionamento. Chiunque si renda conto di un cattivo funzionamento di un sussidio o si accorga di un guasto appena verificatosi, deve, con sollecitudine, informare l'insegnante presente, il tecnico o il Dirigente Scolastico. 4. Se una presa della corrente elettrica non funziona, nessuno deve tentare di aggiustarla senza prima aver chiuso l'interruttore generale. 5. L'utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico; va segnalato nell'apposito registro, ove verran-no riportati tutti i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell'attrezzatura, l'incaricato, prima di deporla, provvederà alla rapida verifica di funzionalità. Si riporterà inoltre sull'apposito registro la data dell'avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno. 6. La prenotazione per l'utilizzazione delle sale audiovisivi dovrà avvenire solo li-mitatamente alla settimana successiva. In caso di più richieste relative alla stessa ora di lezione, sarà data la precedenza all'iniziativa deliberata in sede collegiale rispetto a quella attuata dal singolo docente e quindi alla classe che ne ha usufruito un numero inferiore di volte e, in subordine, alla classe che ne ha usufruito in data anteriore. Art. 20 Biblioteche: funzionamento 1. La scuola del Primo Ciclo pone particolare attenzione alla lettura quale abilità primaria dell'apprendimento. Pertanto deve dar vita a più iniziative possibili sia in ambito curricolare sia nella realizzazione di tutte le atre attività, da quelle op-zionali a quelle aggiuntive, previste dal POF, per favorire la capacità di cogliere i messaggi dei testi scritti. 2. Nei Collegi dei Docenti, convocati prima dell'inizio dell'anno scolastico, ven-gono nominati, per ogni sede, i responsabili della biblioteca degli alunni e della biblioteca degli insegnanti. 3. I Responsabili provvedono: a. a stabilire l'orario di accesso alle dotazioni librarie; b. a definire le modalità della consultazione diretta o del prestito; c. a rilevare eventuali bisogni o necessità; d. ad inoltrare, nel corso dell'anno scolastico, eventuali proposte di acquisto di nuove adozioni librarie e di nuovi sussidi didattici; e. a redigere, entro il 30 Giugno, un breve report sull'attività svolta. Art. 21 Visite guidate e Viaggi di istruzione 1. I viaggi di istruzione e le visite guidate, intese quali opportunità per collegare l'esperienza scolastica all'ambiente esterno nei suoi aspetti fisici, paesaggistici, umani, culturali e produttivi, rientrano tra le attività didattiche ed integrative dell'Istituzione Scolastica. Pertanto ogni uscita esige una preventiva, adeguata programmazione didattico-culturale, predisposta dai docenti all'inizio dell'anno scolastico, per favorire il reale perseguimento degli obiettivi formativi. 2. La Circolare n. 291/1992 permette l'identificazione di quattro fondamentali ti-pologie di attività: ¨ Viaggi di integrazione culturale: hanno finalità essenzialmente cognitive di aspetti paesaggistici monumentali, culturali o folcloristici, ovvero di partecipazione a manifestazioni culturali o concorsi; ¨ Viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo: sono finalizzate all'acquisizione di esperienze specifiche. Vi rientrano le visite ad aziende, laboratori, unità produttive, mostre, esibizioni artistiche … ¨ Viaggi connessi ad attività sportive: partecipazione a giochi organizzati per le scuole, settimane bianche … ¨ Visite guidate: musei, monumenti, gallerie, scavi di antichità, parchi naturali, località di interesse storico-artistico … 3. Viaggi e visite sono realizzati secondo i criteri definiti dal Collegio dei Docenti in sede di programmazione e dal Consiglio di Istituto. Il programma dei viaggi di istruzione e delle visite guidate, proposti dai Consigli di Classe, di Interclas-se/Intersezione, deve essere inserito nel Piano dell'Offerta Formativa . 4. Per esigenze amministrative, il programma delle visite guidate e dei viaggi di i-struzione deve essere sottoposto all'approvazione del Consiglio di Istituto entro e non oltre il 30 Novembre di ogni anno. Oltre tale data è consentito, in via del tutto eccezionale, proporre solo uscite di elevato valore formativo, condiviso da tutti gli insegnanti della classe interessata e dai rappresentanti dei genitori. 5. Per ogni altra informazione si rimanda al Regolamento specifico elaborato per le visite guidate e i viaggi di istruzione . Art. 22 Arricchimento del curricolo 1. Le Istituzioni Scolastiche sono tenute ad elaborare, ogni anno, il Piano dell'Offerta Formativa in cui il curricolo obbligatorio, definito dalla quota oraria nazionale, può essere integrato dalle Istituzioni Scolastiche con la quota loro riservata (20% del monte ore annuale) che comprende le discipline e le attività da esse liberamente scelte. Nella determinazione del curricolo le istituzioni scola-stiche precisano le scelte di flessibilità organizzativa . 2. Nel corso dell'anno scolastico si potrebbe presentare la possibilità, non prevedi-bile al momento della stesura della programmazione, di realizzare, con un costo a carico delle famiglie, attività ricreativo-culturali di notevole valenza formativa. Tali attività saranno valutate e discusse dai Consigli di classe, di Interclas-se/Intersezione e sottoposte all'approvazione del Consiglio di Istituto. Art. 23 Collaborazione con altre Istituzioni Scolastiche (reti) 1. Per il perseguimento delle finalità istituzionali (attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione, di acquisto di beni e servizi, … ) le istituzioni scolastiche possono promuovere o aderire ad accordi di rete. 2. Gli accordi di rete sono approvati dagli Organi Collegiali per la parte di loro competenza. 3. Per le modalità di costituzione delle reti o di adesione a reti già costituite si fa riferimento all'art. 7 del D.P.R. n. 275/ 8 Marzo 1999. Art. 24 Formazione del personale 1. L'obiettivo prioritario di ogni organizzazione impegnata nell'offerta di un servizio di qualità è quello di sostenere tutti gli operatori nei rispettivi ruoli, al fine di potenziare una professionalità di alto livello, capace di anticipare le risposte ai bisogni di una società in continua e rapida evoluzione, anziché rimanere ancora-ta all'esistente, al già acquisito. 2. È dovere dell'Amministrazione, mediante accordi con i servizi di documentazione, con altre Istituzioni (reti di scuole), con laboratori di ricerca, … , offrire opportunità formative e occasioni di sperimentazione e di ricerca a tutto il per-sonale, dopo averne rilevato i bisogni, le necessità e le aspettative. 3. È diritto dovere del personale partecipare alle iniziative di formazione proposte, nella piena convinzione che l'efficienza di una organizzazione dipende dal contributo di ognuno. Più è alto il profilo di ogni singola prestazione, più efficace, efficiente e di alta qualità risulterà il servizio offerto. 4. Particolare attenzione verrà posta dall'Amministrazione sull'autoaggiornamento che il personale, in maniera del tutto autonoma, può perseguire per il tramite dell'e_learning e/o partecipando a corsi specifici. 5. La Contrattazione d'Istituto, nella parte normativa, stabilirà le modalità di partecipazione e il riconoscimento, sia in termini di orario di lavoro sia in termini e-conomici, da corrispondere al personale, che si è contraddistinto in attività di aggiornamento/formazione o di autoaggiornamento. Art. 25 Assemblee dei genitori: norme comuni 1. I Docenti, il personale ATA e i genitori degli alunni hanno diritto di riunirsi in Assemblea nei locali della scuola. Le assemblee si svolgono fuori dall'orario delle lezioni . 2. L'Assemblea dei genitori può essere di classe, di sezione, di sede, dell'Istituzione Scolastica. 3. Le assemblee devono essere convocate dal Presidente con preavviso di almeno cinque giorni. 4. Il Presidente inoltra al Dirigente Scolastico richiesta scritta e motivata a tenere, nei locali della scuola, l'assemblea e provvede, anche per il tramite degli insegnanti, a diramare alle famiglie gli avvisi di convocazione, contenenti il luogo, la data, l'ora e l'ordine del giorno. Alla richiesta rivolta al Dirigente Scolastico deve essere allegato l'ordine del giorno. 5. Il Dirigente Scolastico, entro tre giorni, dovrà dare risposta di autorizzazione. Nel caso non dovesse autorizzare l'assemblea dovrà fornire adeguata motivazione scritta. 6. Le Assemblee dei genitori sono valide qualunque sia il numero dei presenti. 7. Dei lavori delle Assemblee viene redatto succinto verbale a cura di uno dei componenti, il quale, entro tre giorni, dovrà consegnarne una copia al Dirigente Scolastico. 8. Possono partecipare alle riunioni, con diritto di parola, il Dirigente Scolastico e gli insegnanti di classe, di interclasse e di sezione. 9. L'Istituzione Scolastica declina ogni responsabilità riguardo a fatti illeciti che si possano verificare nel corso della riunione. Il Presidente ne è il diretto responsabile. Art. 26 Assemblea di classe/sezione 1. L'Assemblea di classe è presieduta da un genitore eletto nel Consiglio di Classe, di Interclasse e di Sezione. 2. E' convocata dal Presidente (Art. … );. 3. Oltre che dal Presidente, la convocazione può essere richiesta: a. dagli insegnanti; b. da un quinto delle famiglie degli alunni della classe, della sezione. Art. 27 Assemblea di sede 1. L'Assemblea di sede è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio di Classe e/o di Interclasse e Sezione, eletto dall'assemblea. 2. L'Assemblea è convocata dal Presidente. 3. Oltre che dal Presidente, la convocazione può essere richiesta: a. da un terzo dei genitori componenti i Consigli di Classe e di Interclasse; b. dalla metà degli insegnanti della sede; c. da un quinto delle famiglie degli alunni della sede. Art. 28 Assemblea dell'Istituzione Scolastica 1. L'Assemblea dell'Istituzione Scolastica è presieduta da uno dei genitori, componenti il Consiglio di Istituto, di Classe, di Interclasse e di Sezione eletto dall'assemblea. 2. Oltre che dal Presidente la convocazione dell'Assemblea può essere richiesta: a. da un minimo di 50 genitori; b. da un quinto dei genitori eletti nei Consigli di Classe, di Interclasse e di Sezione; c. dal Consiglio d'Istituto; d. dal Dirigente Scolastico. 3. Eventuali riunioni straordinarie dovranno essere richieste al Dirigente Scolastico almeno 5 gg. prima della data fissata per l'assemblea. Art. 29 Riunioni di Comitati o Associazioni Genitori 1. Ai genitori è altresì consentito organizzarsi in Comitati ed Associazioni al fine di offrire una concreta collaborazione alla scuola per il raggiungimento delle fi-nalità istituzionali. 2. I Responsabili degli organismi di cui al comma 1 possono richiedere, con le stesse modalità stabilite nell'art. , i locali dell'Istituzione Scolastica per riunio-ni o assemblee. Art. 30 Norme igienico-sanitarie e primo soccorso 1. Nell'ambito della tutela della salute si individuano i seguenti obiettivi fondamentali: a. l'educazione alla salute; b. la salubrità degli ambienti scolastici; c. la lotta contro il fumo. 2. L'educazione è la base essenziale nella difesa della salute medesima. Essa non costituisce una disciplina scolastica specifica, ma è un'area educativa trasversale e complessa: va dalla conoscenza e dal rispetto del proprio corpo all'educazione alimentare, alla pratica della pulizia e dell'igiene. 3. Ogni intervento sanitario sugli alunni, anche se programmato dalle strutture pubbliche, dovrà avere la preventiva autorizzazione scritta dei genitori. 4. Sono da salvaguardare con accuratezza la pulizia e l'igiene degli ambienti scola-stici e le loro condizioni di sicurezza e di salubrità. 5. Quando è necessaria, va ricercata la collaborazione degli Uffici di Medicina Scolastica o degli Uffici competenti del Comune o dell'ASUR. 6. Si sottolinea l'osservanza delle regole che stabiliscono il divieto di fumo in tutti i locali (L.584 dell'11/11/75 e finanziaria del 2002): esclusione tassativa del fu-mo in tutte le aule delle scuole di ogni ordine e grado e in occasione di riunioni o assemblee che si effettuano nei locali scolastici. 7. In base alle vigenti disposizioni in merito all'igiene e alla sicurezza degli ali-menti consumati in ambito scolastico, è vietata la somministrazione di cibi, an-che confezionati, con creme e liquori e di bevande gassate e succhi di frutta. 8. Gli alunni che, per motivi di salute, non potranno seguire le lezioni di Ed. Fisica dovranno presentare al Dirigente Scolastico la domanda di esonero firmata dal genitore unita a certificato del medico di famiglia su modulo A.S.U.R. 9. In caso di necessità per incidenti di lieve entità, ogni sede è dotata di materiale indispensabile per un intervento di primo soccorso. In caso di incidente tutto il personale presente è invitato a regolarsi secondo queste indicazioni di massima: a. primo intervento da parte degli adulti presenti per accertare l'eventuale gravità della situazione; b. comunicazione tempestiva dell'accaduto alla famiglia dell'alunno; c. in caso di necessità, l'insegnante, affidata la classe ai colleghi o al persona-le ausiliario, dovrà contattare il più vicino punto di soccorso medico; d. in ogni caso farà seguito da parte del docente immediata denuncia circostanziata dell'accaduto (ora, luogo, attività, testimoni, interventi effettuati, …) all'ufficio di segreteria anche ai fini assicurativi. 10. Altre e più dettagliate indicazioni su come intervenire in caso di infortunio sono contenute nel Piano di Emergenza. 11. Il Collegio dei Docenti, nelle prime sedute di settembre, provvede a nominare le figure sensibili per la prevenzione e la lotta agli incendi, per il primo soccorso e per il primo intervento in caso di emergenza. (Vedi piano di emergenza). Art. 31 Farmaci: somministrazione 1. I farmaci a scuola devono essere somministrati solo nei casi autorizzati dal competente servizio dell'ASUR . 2. La somministrazione dei farmaci in orario scolastico coinvolge, ciascuno per le proprie responsabilità e competenze,: a. Le famiglie degli alunni e/o gli esercenti la potestà genitoriale; b. La scuola: Dirigente Scolastico, personale docente e ATA; c. I Servizi Sanitari: i medici di base e l'ASUR di zona; d. Gli Enti Locali: operatori assegnati in riferimento al percorso d'integrazione scolastica e formativa dell'alunno. 3. Per quanto concerne i criteri cui dovranno attenersi i medici di base per il rilascio delle certificazioni e la valutazione della fattibilità delle somministrazioni di farmaci da parte di personale non sanitario, nonché per la definizione di apposita modulistica, saranno promossi accordi tra l'Istituzione Scolastica, gli Enti Locali e l'ASUR di zona. 4. L' autorizzazione viene rilasciata su richiesta dei genitori, dietro presentazione al medico, da parte degli stessi, della documentazione sanitaria utile per la valutazione del caso. 5. I criteri per il rilascio dell'autorizzazione alla somministrazione di farmaci in orario scolastico sono : a. Assoluta necessità; b. Somministrazione indispensabile in orario scolastico; c. Non discrezionalità da parte di chi somministra il farmaco in relazione a tempi, posologia, modalità e conservazione del farmaco stesso; d. Possibilità di somministrazione da parte di personale non sanitario. 6. Resta salva la facoltà dei genitori di somministrare personalmente i farmaci, nel rispetto dei criteri a, b, c, elencati al punto 5. 7. Il Dirigente Scolastico, a seguito della richiesta scritta di somministrazione di farmaci: a. Effettua una verifica delle strutture scolastiche e individua, se necessario, un luogo fisico idoneo per la conservazione e la somministrazione dei far-maci; b. Concede, ove richiesta, l'autorizzazione all'accesso ai locali scolastici, durante l'attività didattica, ai genitori degli alunni o a loro delegati, per la somministrazione dei farmaci; c. Verifica la disponibilità degli operatori scolastici in servizio a garantire la continuità della somministrazione dei farmaci, qualora non venisse effettua-ta da latri (punto b). Gli operatori scolastici possono essere individuati tra i Docenti e i Collaboratori Scolastici che abbiano frequentato corsi specifici ai sensi del D. Lgs. n. 626/1994 (Specifici corsi possono essere attivati con la collaborazione dell'USR, dell'ASUR, della CRI, …) . 8. Qualora nell'Istituzione Scolastica non siano disponibili locali idonei e non sia reperibile alcuna disponibilità alla somministrazione dei farmaci, i Dirigenti Scolastici possono procedere, nell'ambito dell'autonomia scolastica, all'indivi- duazione di altri soggetti istituzionali presenti sul territorio con i quali stipulare accordi e convenzioni. 9. In mancanza di tali soluzioni, il Dirigente Scolastico è tenuto a darne comunicazione ai genitori o agli esercenti la potestà genitoriale e al Sindaco del Comune di residenza dell'alunno per cui è stata avanzata la richiesta di somministrazione farmaci. 10. Per la gestione di ogni emergenza deve essere fatto ricorso al Sistema Sanitario Nazionale di Pronto Soccorso. Art. 32 Sicurezza 1. In una società civile la sicurezza e la salute dei lavoratori devono costituire preoccupazione prioritaria per i proprietari degli edifici e per chi ha la responsabili-tà organizzativa dell'ambiente di lavoro. 2. Apposite leggi, in particolare il D.Lgs. n. 626/1994, tutelano la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro (la scuola è un luogo di lavoro). 3. Il Decreto indica gli strumenti gestionali più importanti: a. Il Documento sulla sicurezza che contiene la valutazione dei rischi e le rela-tive misure di prevenzione e protezione da aggiornare periodicamente; b. Piano di emergenza; c. Il Responsabile per la Sicurezza sul Lavoro (RSL) nominato dalle RSU. 4. Sancisce gli obblighi che tutte le componenti scolastiche debbono rispettare : 5. In tutte le sedi e plessi, nel corso delle prime riunioni con i genitori, è data noti-zia dei piani di evacuazione e delle misure di prevenzione adottate circa i rischi presenti in ambito scolastico. 6. Per gli spostamenti interni è vietato l'uso dell'ascensore senza la vigilanza di un insegnante o di un collaboratore scolastico. Norme di comportamento a. Nessuno deve rimuovere gli estintori dal loro posto se non per ragioni di si-curezza (vedi Piano di emergenza); b. Tenere un contegno corretto e responsabile, astenendosi dal compiere atti che possano distrarre o arrecare danno ai compagni di lavoro; c. Attenersi scrupolosamente alle disposizioni ricevute dal proprio superiore; d. Osservare scrupolosamente tutte le prescrizioni in materia di sicurezza ed igiene richiamate da specifici cartelli o indicate dai propri superiori; e. Non usare macchine, impianti ed attrezzature senza autorizzazione; f. Non eseguire operazioni o manovre non di propria competenza, o di cui non si è a perfetta conoscenza: in casi dubbi occorre rivolgersi al proprio superiore; g. Non rimanere davanti allo schermo del computer per più di due ore continuative. Ogni dure ore si deve effettuare una pausa di sospensione; h. Mantenere i videoterminali nella posizione definita secondo i principi del-l'ergonomia delle norme di legge e di buona tecnica. Qualsiasi variazione che si rendesse necessaria deve essere concordata con il proprio responsabi-le; i. Per accedere agli scaffali alti o a strutture sopraelevate, utilizzare le apposi-te scale. E' opportuno, per le scale doppie, assicurarsi, prima di salirvi, che i tiranti o le catenelle siano in tensione. Non utilizzare tali scale come scale semplici appoggiandole a muro né spostarle quando su di esse vi sono delle persone; j. Depositare i materiali nelle zone prestabilite e comunque in modo da non ingombrare, ostacolare e/o impedire, anche solo parzialmente l'accesso alle uscite di sicurezza, al transito sulle vie di fuga (corridoi, scale di sicurezza, ecc...), in prossimità di mezzi ed impianti atti ad intervenire sugli incendi, ed in generale la normale circolazione; k. Ogni contenitore deve riportare l'etichetta con l'indicazione ben leggibile del contenuto; l. Non utilizzare bottiglie di bevande per il contenimento di altri liquidi, né abbandonare quelle vuote sul posto di lavoro; m. Segnalare tempestivamente al proprio superiore ogni eventuale anomalia o condizione di pericolo rilevata; n. In caso di infortunio, riferire al più presto ed esattamente ai propri superiori sulle circostanze dell'evento; o. Se viene usato il materiale della cassetta di pronto soccorso ripristinare la scorta; p. Non accedere nelle zone o nei locali in cui vige il divieto di ingresso ai non autorizzati; q. Mantenere pulito ed in ordine il proprio posto di lavoro; r. Disporre in modo ordinato, stabile e razionale gli attrezzi di uso comune; s. Adoperare gli attrezzi con cura e solamente per l'uso cui sono destinati e nel modo più idoneo evitando l'uso di mezzi di fortuna o di attrezzi diversi da quelli predisposti o di apportare agli stessi modifiche di qualsiasi genere; t. In caso di movimentazione manuale di materiali (risme di carta, dossier, ecc:) mantenere la schiena eretta e le braccia rigide, facendo sopportare lo sforzo principalmente dai muscoli delle gambe. Durante il trasporto a ma-no, trattenere il carico in modo sicuro nei punti di più facile presa e se ne-cessario appoggiarlo al corpo, con il peso ripartito sulle braccia (Vedi opuscolo sul sollevamento pesi). Manipolare vetri o materiale pungente con i guanti; u. Negli armadi o negli scaffali disporre in basso i materiali più pesanti; v. Negli archivi il materiale va depositato lasciando corridoi di 90 cm; w. Riporre le chiavi nelle apposite bacheche, dopo l'uso; x. Il controllo e l'apertura di tutte le uscite di sicurezza devono avvenire, ogni mattina, prima dell'inizio delle lezioni; y. Ogni volta che si effettua un lavoro devono essere indossati gli indumenti, le scarpe o altri accessori (guanti, occhiali, …) adeguati al rischio rilevato; z. Prendere visione e rispettare le norme contenute nei fascicoli sulla sicurez-za: Documento rilevazione dei rischi, Piano di emergenza, Fascicolo solle-vamento pesi… Art. 33 Privacy 1. L'introduzione del diritto alla riservatezza fa seguito alle norme sulla trasparen-za e partecipazione all'azione amministrativa introdotte dalla L. n. 241/1990 e atti successivi . 2. Nelle scuole, tradizionalmente, sono stati sempre trattati con cura e riservatezza i dati personali, relativi all'utenza e agli operatori. Per quanto concerne gli alun-ni, l'anagrafe della scuola registra i dati anagrafici e di carriera scolastica: per-tanto fatta eccezione per i dati relativi al sostegno, a particolari stati di salute o ad eventuali informazioni concernenti provvedimenti giudiziari (riguardanti pre-valentemente gli esercenti la patria potestà), si tratta di gestire dati non sensibili. Relativamente al personale, i fascicoli individuali vengono sempre conservati con la necessaria cautela e protezione. Laddove si ravvisi la necessità, si attiva la procedura di protocollo riservato a tutela del personale e degli utenti. 3. Particolare attenzione viene posta anche sui certificati medici prodotti per giusti-ficare le assenze. Tutti i certificati sia quelli relativi agli alunni sia quelli relativi al personale devono essere consegnati in busta chiusa. Gli alunni consegneranno la busta all'Insegnante della prima ora, il quale provvederà, appena possibile ma sempre in mattinata, a consegnarlo all'assistente amministrativo incaricato del trattamento dei dati degli alunni. Il personale consegnerà la busta all'assistente amministrativo incaricato del trattamento dei dati del personale. Entrambi gli as-sistenti sistemeranno i certificati in apposite cartelle, distinte dai fascicoli perso-nali, chiuse a chiave. 4. Considerato che il diritto alla riservatezza è elemento essenziale della società dell'eguaglianza: senza una tutela della sfera personale delle proprie opinioni politiche, sindacali …, per i cittadini si potrebbe configurare il pericolo dell'esclusione dal processo democratico, l'Istituzione Scolastica si è adoperata per dare formale adempimento alle previsioni del D.Lgs. n.196/2003 che, in at-tesa di ulteriori regolamenti, riguardano le seguenti operazioni: 1. redazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza dei dati (DPSS); 2. individuazione del Titolare del trattamento (Dirigente Scolastico); 3. individuazione del Responsabile del trattamento (Direttore dei Servizi Generali Amministrativi, DSGA); 4. nomina degli Incaricati del trattamento (Assistenti Amministrativi e tutto il personale docente ); 5. informativa agli interessati ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. n.196/2003 (Affiggere all'Albo). Art. 34 Trasparenza e accesso agli atti amministrativi 1. Il diritto di accesso è la facoltà per gli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi ed è esercitabile da chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è richiesto l'accesso . 2. Prima di avviare il procedimento di rilascio delle informazioni o delle copie richieste, è necessario verificare la presenza di controinteressati, cioè di quei sog-getti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza. 3. Qualora dovessero essere individuati soggetti controinteressati, è necessario dare comunicazione agli stessi con raccomandata con avviso di ricevimento o per via telematica. 4. I controinteressati hanno dieci giorni di tempo dalla ricezione della comunica-zione per presentare una motivata opposizione, anche per via telematica, alla ri-chiesta di accesso. Decorso tale termine, l'amministrazione, accertata la ricezio-ne della comunicazione da parte dei controinteressati, provvede sulla richiesta. 5. A seconda o meno della presenza di controinteressati variano anche le modalità per esercitare il diritto di accesso. Si ha, infatti, un accesso informale, qualora non risulti la presenza di controinteressati; in tale caso la richiesta può essere e-spressa anche verbalmente. Per poter ottenere l'accesso al documento, il richiedente deve: indicare gli estremi del documento oggetto della richiesta, ovvero gli elementi che ne consentano l'individuazione; specificare e, ove occorre, comprovare l'interesse connesso all'oggetto della richiesta; dimostrare la propria identità e, ove occorra, i propri poteri di rappresentanza del soggetto inte-ressato. La richiesta, esaminata immediatamente e senza formalità, è accolta mediante indicazione della pubblicazione contenente le notizie, esibizione del documento, estrazione di copie, ovvero altre modalità idonee. 6. In presenza di controinteressati o nel caso in cui non è possibile accogliere in via informale la richiesta in quanto possano sorgere dubbi sulla legittimazione del richiedente, sulla sua identità, sui suoi poteri rappresentativi, sulla sussistenza dell'interesse alla stregua delle documentazioni fornite, sull'accessibilità del do-cumento o sull'esistenza di controinteressati, il richiedente è invitato a presenta-re formale richiesta di accesso, di cui l'ufficio rilascia ricevuta. 7. Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di trenta giorni, decor-renti dalla presentazione della richiesta. 8. Se la richiesta risulta irregolare o incompleta, l'amministrazione, entro dieci giorni, ne dà comunicazione al richiedente con raccomandata con avviso di rice-vimento ovvero con altro canale che ne comprovi comunque la ricezione. In tal caso il termine del procedimento ricomincia a decorrere dalla presentazione del-la richiesta corretta. 9. Il responsabile del procedimento è il Dirigente Scolastico, il Direttore dei Servizi Generali Amministrativi o altro Assistente Amministrativo incaricato a for-malizzare il documento o a detenerlo stabilmente. L'accesso può essere effettua-to anche per via telematica. 10. L'atto di accoglimento della richiesta di accesso, contenente l'indicazione dell'ufficio presso cui rivolgersi, nonché di un congruo periodo di tempo, co-munque non inferiore a quindici giorni, per prendere visione dei documenti nel-lo stesso richiamati e appartenenti al medesimo procedimento, comporta anche la facoltà di accesso agli altri documenti nello stesso richiamati e appartenenti al medesimo procedimento. I documenti sui quali è stato autorizzato l'accesso non possono essere asportati dal luogo presso cui sono dati in visione, o comunque alterati in qualsiasi modo, per cui l'interessato può solo prendere appunti e tra-scrivere in tutto o in parte i documenti avuti in visione. 11. Le copie dei documenti possono essere rilasciate subordinatamente al pagamen-to di € ….. a foglio. Su richiesta dell'interessato le copie possono essere autenti-cate. 12. Il rifiuto, la limitazione o il differimento dell'accesso richiesto in via formale sono motivati a cura del responsabile del procedimento di accesso, con riferi-mento specifico alla normativa vigente, alla individuazione delle categorie di cui all'art. 24 della legge, ed alle circostanze di fatto per cui la richiesta non può es-sere accolta così come proposta. 13. Contro il diniego espresso o tacito dell'accesso ovvero verso il provvedimento di differimento dell'accesso può essere presentato dall'interessato ricorso alla Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi. La domanda, da invia-re per raccomandata con avviso di ricevimento o per via telematica o per il tra-mite di Fax e indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Commissio-ne per l'accesso ai documenti amministrativi -, deve essere presentata entro il termine di trenta giorni dalla piena conoscenza del provvedimento impugnato o dalla formazione del silenzio rigetto sulla richiesta di accesso. Medesima prassi deve seguire il controinteressato per il ricorso avverso le determinazioni che consentono l'accesso. Nel termine di quindici giorni dall'avvenuta comunica-zione i controinteressati possono presentare alla Commissione le loro controdeduzioni. I dati essenziali che il ricorso deve contenere sono: a. le generalità del ricorrente; b. la sommaria esposizione dell'interesse al ricorso; c. la sommaria esposizione dei fatti; d. l'indicazione dell'indirizzo al quale dovranno pervenire, anche a mezzo fax o per via telematica, le decisioni della Commissione; e. al ricorso dovranno essere allegati: il provvedimento impugnato, le ricevute dell'avvenuta spedizione, con raccomandata con avviso di ricevimento, di copia del ricorso ai controinteressati, ove individuati già in sede di presen-tazione della richiesta di accesso. 14. La Commissione si pronuncia entro il termine di trenta giorni dalla presentazio-ne del ricorso, scaduto il quale il ricorso s'intende respinto. Nel caso in cui ven-ga richiesto il parere del Garante per la protezione dei dati personali il termine è prorogato di venti giorni. Decorsi inutilmente tali termini, il ricorso s'intende re-spinto. 15. È possibile richiedere, per iscritto, copia del P.O.F., dei progetti didattici e delle disposizioni che riguardino il richiedente stesso. 16. La richiesta, debitamente motivata, va indirizzata al Dirigente Scolastico. Art. 35 Servizio mensa e consumo alimenti fuori dai locali-mensa 1. Il servizio mensa rientra, a tutti gli effetti, nell'ambito della normale attività di-dattica. Pertanto tutte le componenti dell'Istituzione Scolastica coinvolte (art.1, comma 5) sono tenute ad agire nel pieno rispetto del proprio ruolo e delle nor-me, comprese quelle igienico-comportamentali, che regolano l'erogazione e la fruizione del servizio stesso. 2. Al fine di tutelare l'igiene e la salute dei fruitori del servizio, nei locali-mensa non devono essere introdotti cibi diversi da quelli previsti dal menù ufficiale o da quelli autorizzati dalle autorità competenti. Solo dietro presentazione del cer-tificato medico possono essere serviti cibi diversi da quelli stabiliti. 3. In ogni caso è opportuno, con la collaborazione delle famiglie e delle autorità sanitarie, acquisire ogni utile informazione relativa ad eventuali allergie nei con-fronti di specifici prodotti alimentari. 4. L'Istituzione Scolastica non consente agli alunni che non usufruiscono del servizio mensa, di rimanere all'interno dell'edificio scolastico o di sostare nel cortile della scuola prima dell'inizio delle lezioni pomeridiane, in quanto non può assicurare alcuna vigilanza, quindi non si assume alcuna responsabilità nei confronti degli alunni che non si avvalgono del servizio mensa. Art. 36 Servizio segreteria 1. Un'organizzazione che produce un servizio è orientata al cliente al fine di soddisfare i suoi bisogni. Se non agisce in questo modo risulta una organizzazione chiusa in se stessa, autoreferenziale e non persegue i fini per cui è stata posta in essere. È chiaro quindi che il servizio di segreteria risulterà davvero efficiente ed efficace solo se riesce a stabilire un rapporto di collaborazione e cooperazione con il Dirigente Scolastico, il Direttore dei Servizi Generali Amministrativi, gli Assistenti Amministrativi, i Collaboratori Scolastici e tra questi e tutta l'utenza. 2. Un'organizzazione efficace ed efficiente si basa anche su una chiara e scrupolo-sa suddivisione degli incarichi: INCARICHI COMPITI PERSON. AMM. PROGRAMMA ANNUALEGESTIONE BENI PATRIMONIALIPREVENTIVI DI SPESA · Tenuta degli inventari, discarico, passaggio di consegne; · Raccolta materiale visite: richieste insegnanti su modulistica, autorizzazione genitori, · Raccolta richiesta materiale dai plessi e richiesta preventivi e relativa comunicazione di impegno ed eventuali successive variazioni;· Elaborazione Programma Annuale (parte economica); Morosi Enrico(DSGA) GESTIONE PERSONALE · Ricostruzione carriera docenti e ATA;· Buonuscita docenti e ATA;· Pensioni docenti e ATA;· Periodo di prova docenti e ATA;· Organico docenti e ATA;· Contratti supplenti annuali e temporanei;· Graduatorie docenti e ATA;· Certificati di servizio docenti e ATA;· Ricongiunzione servizi docenti e ATA;· Inserimento al SIMPI dei servizi del personale immesso in ruolo;· Liquidazione stipendi del personale supplente e compensi acces-sori docenti e ATA;· TFR; PRE 96; CUD e 770;· Cessioni del quinto dello stipendio;· Assegni familiari;· Indennità di disoccupazione;· Elezioni Organi collegiali, RSU;· Fondo ESPERO: pratiche iscrizioni;· Archiviazione documenti;· Sostituzione del DSGA. Ilari Giuliana GESTIONE ALUNNIARCHIVIO E PROTOCOLLO · Iscrizioni, trasferimenti, esami licenza media, compilazione delle schede di valutazione, attestazioni, certificati, licenze, infortuni, tenuta fascicoli, registri, statistiche… · Procedure per le comunicazioni degli scioperi e comunicazione del numero degli scioperanti;· Collaborazione con il DSGA;· Attuazione del POF;· Visite guidate e viaggi di istruzione;· Visite medico-fiscali docenti e ATA;· Collaborazione per le elezioni degli organi collegiali ed RSU;· Rapporti scuola-famiglia;· Rilevazione assenze del personale docente e ATA;· Protocollo;· Scorrimento delle graduatorie per reperimento supplenti;· Ferie, permessi brevi, recuperi del personale docente e ATA;· Sostituzione del DSGA. Loreti Clara · Decreti di congedo e assenze del personale;· Anagrafe delle prestazioni;· Patentino alunni;· Collaborazione con il DSGA;· Posta elettronica da INTRANET· Inserimento dati del personale docente ed ATA Fini Loredana 3. Il servizio di Segreteria si svolge nel seguente orario: PERSONALE RUOLO ORARIO GIORNI Dott. Enrico Morosi Direttore Servizi Gener. Ammin. 8,00 - 14,00 Dal Lunedì al Sabato Ilari Giuliana Assistente Amministrativa 8,00 - 14,00 Meno il Sabato Loreti Clara Assistente Amministrativa 8,00 - 14,00 Dal Lunedì al Sabato Fini Loredana Assistente Amministrativa 9,00 - 12,00 Mercoledì e Sabato Art. 37 Servizio fotocopie 1. L'uso delle fotocopiatrici, per motivi di sicurezza e per evitare guasti alle macchine, è riservato esclusivamente al personale incaricato. 2. I docenti devono consegnare al personale incaricato, con anticipo di almeno tre giorni, il materiale da riprodurre. 3. L'uso della fotocopiatrice, nei limiti degli stanziamenti di bilancio, fissati annualmente, è gratuito per il materiale didattico utilizzato dagli alunni e dagli in-segnanti. 4. I collaboratori scolastici incaricati terranno appositi registri dove annoteranno la data, la classe, il richiedente, il numero di fotocopie eseguite. 5. Il materiale cartaceo è sottoposto alla normativa sui diritti d'autore, quindi i richiedenti si assumono ogni responsabilità sulla riproduzione e/o duplicazione dello stesso. 6. Per la richiesta di fotocopie deve essere rispettato il seguente orario: ¨ …….. Art. 38 Assicurazione e contributo 1. L'Istituzione Scolastica stipula una polizza assicurativa per tutelare da ogni responsabilità civile sia gli alunni sia tutto il personale. 2. L'assicurazione è obbligatoria per tutti gli alunni e per tutto il personale. 3. La quota del personale è a carico del personale stesso, mentre la quota degli alunni è a carico della famiglia alla quale, annualmente, è chiesto anche un con-tributo di compartecipazione alle spese per il funzionamento dell'Istituzione Scolastica. La cifra complessiva (assicurazione più contributo, più libretto giu-stificazioni, fotocopie, …) sarà deliberata annualmente dal Consiglio di Istituto, sentito il parere dei rappresentanti dei genitori in seno ai Consigli di Classe, In-terclasse/Sezione. 4. Il versamento della quota dovrà essere effettuato entro …….. di ogni anno, secondo le modalità stabilite dal Consiglio d'Istituto. 5. Il possesso di altre polizze assicurative deve essere dichiarato al Dirigente Scolastico. 6. La scelta della società assicuratrice sarà fatta dal Consiglio d'Istituto, dopo aver valutato, tra le offerte pervenute, quella più conveniente. Art. 39 Concessione in uso locali e attrezzature scolastiche 1. I locali e le attrezzature della scuola sono concesse in uso, fuori dall'orario scolastico, per attività che realizzino la funzione dell'Istituzione Scolastica come centro di aggregazione e formazione culturale, sociale e civile . 2. Sarà data priorità all'accoglimento di richieste per attività a favore degli alunni, formulate dai Consigli di Classe, Interclasse o dai Comitati dei Genitori. 3. Si accoglieranno inoltre richieste di Associazioni ed Enti che operano specifica-tamente per la promozione culturale e sociale dei cittadini, escludendo - salvo diretto pagamento o donazione di beni - Enti e/o privati che perseguano fini di lucro. Sarà perciò consentito all'Istituzione Scolastica introitare somme o beni quale corrispettivo alla concessione d'uso, previa autorizzazione dell'Ente Loca-le, proprietario e primo gestore dell'infrastruttura. 4. Per quanto riguarda la responsabilità, l'igiene e la salvaguardia del patrimonio, saranno ritenuti responsabili gli organizzatori delle iniziative, che all'atto della richiesta dovranno garantire rispetto, cura e pulizia delle strutture e delle infra-strutture utilizzate. 5. Le istanze di utilizzo devono essere prodotte con congruo anticipo all'Amministrazione Comunale, tenuta a rilasciare nullaosta, e al Dirigente Scolastico: quest'ultimo potrà autorizzarne l'uso sulla base di criteri stabiliti dal Consiglio di Istituto e dopo averlo informato alla prima seduta utile. Art. 40 Richieste di affissione manifesti e volantinaggio 1. All'interno dell'edificio scolastico è consentita l'affissione dei manifesti elaborati dagli Istituti di Cultura, dall'Amministrazione Comunale, dalla Regione per quanto attiene alle problematiche dell'istruzione e della formazione, dalle Associazioni che perseguono finalità formative. 2. Nessun'altra forma di volantinaggio è ammessa all'interno dell'edificio scolasti-co. Art. 41 Trasparenza nella didattica 1. L'attuazione dell'autonomia ha determinato una sostanziale modifica del modello organizzativo scolastico. Dal rapporto direttamente gerarchico (Ministero, Ufficio scolastico regionale, Provveditorato agli studi, Scuole …) si è passati ad un rapporto poliarchico di tipo circolare , basato sul principio della sussidiarietà, che vede il coinvolgimento, nel processo formativo, di soggetti diversi (famiglia, alunni, Enti Locali, Istituzioni, Associazioni …). È plausibile che un maggior numero di componenti possa mettere a disposizione del sistema-scuola soluzioni più ricche e più variegate, ma altrettanto plausibile e consequenziale è il fatto che delle scelte operate bisogna render conto ai soggetti coinvolti attra-verso una rete di rapporti la più trasparente e coinvolgente possibile (Vedi art. comunicazione). 2. All'inizio di ogni anno scolastico si darà vita ad una serie di iniziative volte alla presentazione dei documenti programmatici: ¨ Il Dirigente Scolastico, con la collaborazione della Funzione Strumenta-le dell'Area 1, organizzerà uno o più incontri con i genitori per presen-tare il Piano dell'Offerta Formativa, in prossimità delle iscrizioni an-nuali; ¨ L'Insegnante prevalente e il coordinatore della classe si faranno carico, ugualmente, di illustrare agli alunni e alle famiglie il POF e recepiran-no osservazioni e suggerimenti che verranno sottoposti all'analisi e alla discussione dei Consigli di Classe, Interclasse/Intersezione; ¨ Nelle riunioni dei Consigli di Classe, Interclasse/Intersezione i docenti espliciteranno le metodologie didattiche che intendono seguire, le moda-lità di verifica e i criteri di valutazione; illustreranno le linee essenziali della programmazione (Piano di studio personalizzato, Unità di appren-dimento); fisseranno con i genitori le linee principali del "Patto Forma-tivo", che insieme si impegneranno a realizzare. 3. La valutazione dovrà essere sempre tempestiva e adeguatamente motivata nel-l'intento di attivare negli alunni processi di riflessione ed autovalutazione che consentano loro di individuare i propri interessi, le proprie attitudini e le proprie capacità e quindi migliorare l'apprendimento e il rendimento scolastico. 4. I compiti da svolgere a casa dovranno essere assegnati in coerenza con la pro-grammazione, la pianificazione della didattica e nel pieno rispetto degli impegni (rientri, scuola a tempo pieno, altri impegni pomeridiani, …), dei tempi di studio e delle capacità degli alunni. 5. Nella scelta dei libri di testo e dei sussidi didattici si dovranno rispettare i seguenti criteri di riferimento: 1. la valenza educativa, con particolare riguardo agli obiettivi formativi; 2. la chiarezza e la semplicità espositiva; 3. la rispondenza alle disposizioni normative sia in riferimento ai contenuti sia in riferimento ai costi (economicità); 4. la rispondenza alle esigenze degli utenti; 5. la coerenza con il Piano dell'offerta formativa; 6. la trasparenza e la tempestività . 6. La scelta dei testi dovrà essere discussa con i genitori nei Consigli di classe, di Interclasse/Intersezione e dovrà rispettare le modalità suggerite, ogni anno, dalla Circolare Ministeriale relativa all' "Adozione nuovi testi scolastici". Art. 42 Circolazione mezzi all'interno dell'area scolastica 1. …………………….. Art. 43 Reclami 1. Autonomia scolastica significa anche ascolto dell'utenza. Per questo occorre in-dividuare procedure chiare e snelle di comunicazione all'interno di un sistema, come quello scolastico, non ancora abituato a muoversi in una logica di servizio. 2. Il reclamo non deve essere considerato solo come protesta, disapprovazione, ma anche come stimolo per migliorare l'offerta formativa e il servizio. Si attiva in questo modo un canale di partecipazione e corresponsabilità che si ritiene debba essere sollecitato e sostenuto. 3. Le finalità del reclamo: 1. consentire all'utenza di partecipare al miglioramento di un servizio; 2. far emergere segnalazioni di un disservizio; 3. stimolare la riflessione per migliorare il servizio. 4. I reclami devono contenere generalità, indirizzo e reperibilità del proponente e devono essere espressi al Dirigente Scolastico: ¨ per il tramite del telefono, purché vengano fornite le generalità e venga dichiarata la disponibilità a formalizzare, successivamente, il reclamo per iscritto compilando l'apposito modulo, reperibile presso gli Uffici di Segreteria; ¨ via Fax; ¨ attraverso colloquio diretto, su appuntamento; ¨ compilando il modello reperibile presso gli Uffici di Segreteria; 5. I reclami anonimi non vengono presi in considerazione. 6. Alla fine di ogni anno scolastico il Dirigente Scolastico formula con il Consiglio di Istituto una relazione analitica dei reclami e dei successivi adempimenti, al fine di valutare l'andamento complessivo del servizio. 7. Il Dirigente Scolastico, dopo aver esperito ogni possibile indagine in merito, ri-sponde sempre in forma scritta, con celerità e, comunque, non oltre i 30 giorni. 8. Se la disfunzione segnalata riguarda competenze di altri Enti, il Dirigente ne ri-chiede immediatamente l'intervento e ne dà comunicazione all'utente. Norme comuni alla Scuola dell'Infanzia SCUOLA DELL'INFANZIA Art. 44 Orario di funzionamento 1. Nei plessi di Scuola dell'Infanzia, al fine di corrispondere, nella maniera più soddisfacente possibile, ai bisogni dell'utenza verrà data la disponibilità a diffe-renziare gli orari di funzionamento. Art. 45 Accoglienza alunni 1. I bambini di tre anni che si iscrivono per la prima volta alla Scuola dell'Infanzia, verranno accolti nel pieno rispetto dei bisogni e delle esigenze relative alla tene-ra età. Qualora avessero frequentato l'Asilo Nido, l'inserimento avverrà, per un periodo iniziale di adattamento, tenendo conto delle abitudini dei bambini e del-le bambine. 2. All'inizio dell'anno scolastico, ai genitori verrà consentito: a. di accompagnare i propri figli all'interno della scuola e rimanervi per qualche istante; b. di riprenderli, nei primi quindici giorni di scuola, anche prima della fine dell'orario; c. di riportarli a casa per il pranzo; d. di porre essere ogni altra iniziativa che possa favorire un inserimento dei bambini e delle bambine il più naturale possibile. Art. 46 Lo zainetto: uso e contenuto 1. Si auspicano una collaborazione ed un impegno costante da parte delle famiglie per realizzare insieme un ambiente educativo positivo in grado di favorire un efficace svolgimento delle attività didattiche. A tal fine è molto importante che tra la scuola e la famiglia si stabiliscano regole chiare e condivise. 2. Nella Scuola dell'Infanzia la gestione dello zainetto è molto importante: i geni-tori che riprendono i bambini devono ritirarlo e controllarlo ogni giorno, poiché potrebbe contenere qualche comunicazione della scuola. 3. Lo zainetto deve contenere: a. Un cambio completo; b. Un asciugamano provvisto di asola e delle iniziali (nome e cognome); c. Un bavaglino con elastico contraddistinto dalle iniziali (nome e cognome); d. Una merenda-colazione per metà mattina (si prega di abituare i bambini al consumo di cibi il più possibile naturali come frutta, yogurt, dolci di produzione artigianale, pane …). Si ricorda anche che, per ragioni di sicurezza, non si possono portare succhi o altre bevande in bottigliette di vetro. 4. Tutti gli oggetti dovranno essere ritirati il venerdì e riportati puliti ogni lunedì. Norme specifiche SCUOLA DELL'INFANZIA DI FIASTRA Art. 47 L'orario 1. Nella sede della Scuola dell'Infanzia di Fiastra l'orario stabilito è il seguente: ¨ Entrata: ore 8,30 ¨ Uscita: ore 16,30 Art. 48 Vigilanza sugli alunni Ingresso 2. L'accoglienza all'ingresso viene effettuata dalla collaboratrice scolastica fino all'arrivo dell'insegnante del primo turno. Durante l'attività didattica 1. La vigilanza sugli alunni è effettuata dagli insegnanti. Solo in caso di necessità si ricorre all'assistenza dei collaboratori scolastici. Uscita 1. L'uscita avviene nel modo seguente: ¨ alle ore 13,30 - primo giro - escono i bambini e le bambine trasportati dallo scuola-bus; ¨ alle ore 15,30 - secondo giro - escono i bambini e le bambine trasportati dallo scuola-bus; ¨ alle ore 16,30 escono i bambini che vengono ripresi direttamente dai genitori; ¨ Non è consentita alcuna uscita anticipata nei quindici minuti antecedenti l'orario ufficiale delle varie uscite; ¨ I Genitori non possono accedere all'edificio scolastico prima che i pulmini si siano allontanati. SCUOLA DELL'INFANZIA DI MUCCIA Art. 49 L'orario 1. Nella sede della Scuola dell'Infanzia di Muccia l'orario stabilito è il seguente: ¨ Entrata: ore 8,30 ¨ Uscita: ore 16,30 Art. 50 Vigilanza sugli alunni Ingresso 1. L'accoglienza all'ingresso viene effettuata dalla collaboratrice scolastica fino all'arrivo dell'insegnante del primo turno. Durante l'attività didattica 1. La vigilanza sugli alunni è effettuata dagli insegnanti. Solo in caso di necessità si ricorre all'assistenza dei collaboratori scolastici. Uscita 1. L'uscita avviene nel modo seguente: ¨ I bambini che non usufruiscono del servizio mensa escono dalle ore 12,00 alle 12,15; ¨ i bambini e le bambine che usufruiscono del servizio mensa, ma non del trasporto scuola-bus escono dalle ore dalle 13,30 alle 14,00 e dalle 16,00 alle 16,30; ¨ i bambini e le bambine trasportati dallo scuola-bus escono alle ore 15,15 - primo giro -; ¨ alle 15,30 escono i bambini e le bambine trasportate dallo scuola-bus - secondo giro -. ¨ Non è consentita alcuna uscita anticipata nei quindici minuti anteceden-ti l'orario ufficiale delle diverse uscite; ¨ I Genitori non possono accedere all'edificio scolastico prima che i pulmini si siano allontanati. 2. I bambini e le bambine che arrivano e partono con i pulmini devono essere accompagnati nel tratto edificio scolastico-pulmino dalle Insegnanti o dai Collabo-ratori scolastici. Norme comuni alla Scuola Primaria SCUOLA PRIMARIA Art. 51 Assegnazione insegnanti alle classi: criteri 3. L'assegnazione dei docenti alle classi è di competenza del Dirigente Scolastico , il quale dovrà tener conto dei criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti nella seduta del …….. e di quanto previsto dall'art. 25 del CCDN del 18/01/2001, ri-guardante la mobilità del personale docente. 4. Nell'assegnare i docenti alle classi, il Dirigente Scolastico dovrà procedere nel modo seguente: 1. Prima fase: insegnanti titolari a. Continuità didattica; b. Preferenze espresse per le classi libere dopo le assegnazioni previste dalla lettera a; c. In caso di conflittualità (lettera b) si seguirà l'ordine della graduatoria interna. 2. Seconda fase: insegnanti che hanno ottenuto il trasferimento a. Eventuale continuità didattica; b. Preferenze liberamente espresse; c. In caso di conflittualità si seguirà l'ordine della graduatoria interna. 3. Terza fase: insegnanti incaricate annuali a. Continuità didattica; b. Preferenze liberamente espresse; c. In caso di conflittualità si seguirà l'ordine della graduatoria interna. 5. Gli insegnanti possono richiedere l'assegnazione ad un'altra classe anche in deroga al criterio della continuità. La domanda dovrà essere presentata al Dirigente Scolastico che, dopo aver valutato le motivazioni, a propria discrezione potrà accoglierla o respingerla. 6. Il Dirigente Scolastico, al fine di un razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane e professionali, nell'assegnare i docenti alle classi, terrà conto anche delle competenze e delle esperienze di ognuno . Art. 52 Accoglienza alunni 1. Durante i primi quindici giorni dell'anno scolastico, ai famigliari degli alunni delle classi prime è consentito accompagnare i propri figli fino alla classe per conferire con gli insegnanti. 2. Al segnale di inizio delle lezioni i genitori lasceranno l'edificio scolastico. 3. Solo in casi del tutto eccezionali potranno prolungare la loro permanenza. Art. 53 Orario di funzionamento 1. A seguito dell'entrata in vigore della nuova legge di riforma dei cicli si è reso necessario organizzare due rientri pomeridiani anche per il tempo-scuola di 30 ore (27+3). Nelle sedi in cui vige il tempo-scuola di 40 ore (ex tempo pieno), gli alunni rientrano tutti i giorni meno il Sabato che è giorno libero. Norme specifiche SCUOLA PRIMARIA DI BOLOGNOLA Art. 54 L'orario 1. Il gruppo-classe funzionante a Bolognola effettua il seguente orario: due rientri pomeridiani: ¨ Ingresso: ore 8,30; ¨ Uscita: ore 16,30; ¨ Lunedì e Martedì rientro. Il Sabato è libero. Art. 55 Vigilanza sugli alunni Ingresso 2. L'insegnante deve trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni. Se qualche bambino o bambina ha necessità di arrivare prima ancora dell'insegnante, sarà la collaboratrice scolastica ad accoglierli. Durante l'attività didattia 3. Durante l'attività didattica è compito dell'insegnante assistere gli alunni. Solo in caso di necessità si può ricorrere all'assistenza del collaboratore scolastico. Uscita 1. Dato l'esiguo numero degli alunni (5 in tutto), la maestra dell'ultima ora provvederà ad accompagnarli fino al cancello d'ingresso e a riconsegnarli ai genitori o a loro delegati o all'autista del pulmino.. SCUOLA PRIMARIA DI FIASTRA Art. 56 L'orario 1. Tempo-scuola di 30 ore, distribuito su sei giorni settimanali: ¨ Ingresso: ore 8,30 ¨ Uscita: ore 12,30; ¨ Due giorni alla settimana gli alunni rimarranno a scuola fino alle ore 16,30. Art. 57 Vigilanza sugli alunni Ingresso 1. Alcuni alunni arrivano in anticipo, alle ore 8,15, e vengono accolti dalla Collaboratrice Scolastica. Alle ore 8,25 arrivano le Insegnanti. Durante l'attività didattica 1. Durante l'attività didattica, la vigilanza spetta alle Insegnanti; solo in caso di assoluta necessità, gli alunni vengono assistiti dalla Collaboratrice Scolastica. Uscita 1. Qualche minuto prima della fine delle lezioni, vedi art., norme comuni, gli insegnanti inviteranno gli alunni a predisporsi per uscire dalla scuola. Gli alunni della scuola primaria usciranno dopo quelli della scuola secondaria, rispettando il seguente ordine: a. la I e la II; b. la V, la III e la IV. 2. Le insegnanti accompagneranno gli alunni all'uscita e verificheranno che i trasportati salgano sul pulmino e che gli altri vengano ripresi dai genitori o da persone da loro delegate. Gli alunni autorizzati dalle famiglie, mediante autorizzazione scritta e sotto assunzione delle proprie responsabilità, si recheranno a casa da soli. SCUOLA PRIMARIA DI MUCCIA Art. 58 L'orario 1. Tempo-scuola di 40 ore, distribuito su cinque giorni: ¨ Ingresso: ore 8,30; ¨ Uscita: ore 16,30. ¨ Orario mensa? Uscita rientro ? ¨ Tale orario è valido per cinque giorni alla settimana. Il Sabato è libero. 2. Servizio di pre-scuola: ¨ Dalle ore 7,30, alle ore 8,25. 3. Servizio di post-scuola: ¨ Dalle ore 16,30 alle ore 17,30. Art. 59 Vigilanza sugli alunni Ingresso 1. Gli insegnanti devono trovarsi in classe almeno cinque minuti prima dell'inizio delle lezioni. Se qualche bambino o bambina ha necessità di arrivare prima ancora dell'insegnante, sarà il collaboratore scolastico ad accoglierli. Durante l'attività didattica 1. Durante l'attività didattica è compito degli insegnanti assistere gli alunni. Solo in caso di necessità si può ricorrere all'assistenza del collaboratore scolastico. Uscita 1. Qualche minuto prima della fine delle lezioni, vedi art., norme comuni, gli insegnanti inviteranno gli alunni a predisporsi per uscire dalla scuola. L'ordine di uscita è il seguente: a. Le classi del piano terra: IV e II; b. Le classi del primo piano: I, III e V. 2. Le insegnanti accompagneranno gli alunni all'uscita e verificheranno che i trasportati salgano sul pulmino e che gli altri vengano ripresi dai genitori o da persone da loro delegate. Norme comuni alla Scuola Secondaria di I° grado SCUOLA SECONDARIA I° Grado Art. 60 Formazione classi prime 1. Il compito per la formazione delle classi prime è affidato alla Commissione continuità; 2. La commissione può essere integrata con la presenza di altri docenti disponibili e non impegnati negli esami; 3. La commissione: 1. acquisisce i dati di conoscenza relativi agli alunni nel corso degli incontri - Maggio, Giugno - con gli insegnanti delle classi quinte di provenienza; 2. individua le fasce di livello, al fine di formare gruppi-classe omogenei; 3. forma i gruppi-classe; 4. convoca, entro il mese di Giugno, l'Assemblea dei genitori per presentare i gruppi-classe e per procedere all'estrazione della sezione da abbinare ai gruppi. 4. Dell'Assemblea dei genitori viene redatto, da parte di uno dei genitori presenti, succinto verbale. 5. L'iscrizione alle classi successive alla prima avverrà d'ufficio salvo diverse richieste da parte dei genitori che dovranno presentare motivata domanda di nulla-osta. Art. 61 Assegnazione insegnanti alle classi 1. L'assegnazione dei docenti alle classi è di competenza del Dirigente Scolastico, il quale dovrà tener conto: 1. dei criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio di Istituto, rispettivamente nelle sedute del …….. e del …… e qui di seguito elencati : a. delle preferenze tutelate dalla normativa vigente (Es. L. n. 104/1992, …); b. della continuità didattica; c. della professionalità; d. della disponibilità; e. delle preferenze espresse per le cattedre ancora libere a seguito dei punti a, b, c, d; f. in caso di conflittualità si seguirà l'ordine della graduatoria interna. 2. di quanto previsto dall'art. 25 del CCDN del 18/01/2001, riguardante la mobilità del personale docente. 2. Qualora se ne ravvisi la necessità, il Dirigente Scolastico, ai sensi della normativa di cui alla nota n. 44, potrà procedere all'assegnazione d'ufficio. Art. 62 Orientamento 1. La centralità dell'alunno, nel processo educativo-formativo , richiama l'importanza dell'attività orientativa. 2. Nel corso dell'ultimo decennio, molti sono stati gli Enti che hanno posto in esse-re variegate azioni orientative, che si diversificano in numerose tipologie e si manifestano con modalità organizzative non riferibili ad una precisa norma legi-slativa. 3. Concepito come processo continuo di maturazione personale dell'alunno in fun-zione della elaborazione di un progetto di vita, l'orientamento presenta delle ca-ratteristiche fondamentali: ¨ è un processo formativo: di conseguenza è parte integrante dei currico-li di studio ed elemento strutturale dei processi educativi; ¨ è un processo informativo: la costituzione di corrette reti informative sui tipi di scuole, di Università e del mercato del lavoro offre agli alunni la possibilità di acquisire informazioni e chiari punti di riferimento. 4. L'orientamento si caratterizza come un insieme di attività mirate a scoprire, formare e potenziare le capacità degli alunni e delle alunne: ¨ conoscere se stessi, le proprie abilità e le proprie attitudini; ¨ conoscere le offerte formative, i mutamenti culturali e socio-economici dell'ambiente in cui vivono e della società in senso più ampio; ¨ scegliere in modo consapevole, efficace e responsabile; ¨ partecipare attivamente negli ambienti di studio e/o di lavoro scelti. 5. Tutte le attività e tutti i progetti di orientamento dovranno tener conto delle seguenti tre dimensioni: 1. dimensione formativa: azioni didattiche e disciplinari per sostenere la maturazione personale e le scelte degli studenti; 2. dimensione informativa: sui passaggi dalla Scuola secondaria di I° grado al Secondo Ciclo; 3. dimensione di consulenza: azioni di supporto individuale. 6. All'inizio di ogni anno scolastico, il Collegio dei Docenti nomina un Referente per l'Orientamento . Norme specifiche SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO DI CAMERINO Art. 63 Orario di funzionamento 1. L'orario di funzionamento è il seguente: ¨ Ingresso: 8,25 ¨ Uscita: 13,25. 2. In occasione dei rientri pomeridiani, le lezioni terminano alle ore 13,25 e riprendono alle ore 14,15, subito dopo la mensa, per terminare alle 16,30. Art. 64 Accoglienza alunni 1. All'inizio di ogni anno scolastico, per le classi prime, l'accoglienza costituisce un momento del tutto particolare: ¨ Prima dell'inizio delle lezioni, il Dirigente Scolastico accoglie nell'Aula Magna gli alunni accompagnati dai genitori. Dopo un breve saluto i ragazzi vengono affidati ai rispettivi insegnanti che li accompagnano, in-sieme ai genitori, nelle aule; ¨ Ai primi approcci di conoscenza e di sistemazione nei banchi, segue una visita ai locali della scuola. 2. ………………………………….. Art. 65 Vigilanza sugli alunni Ingresso 1. Ferme restando le norme comuni, per ogni ordine di scuola, relative alla vigilan-za sugli alunni, art. …. , l'ingresso avviene nel modo seguente: 1. Al suono della campanella (ore 8,25), tutti gli alunni entrano dal portone principale, piano terra; 2. in ordine, senza spingersi e senza fare chiasso, si recano nelle proprie aule, dove troveranno gli Insegnanti ad accoglierli. Durante l'attività didattica 1. Nel seguire le norme comuni, si porrà particolare attenzione all'assistenza durante l'intervallo. Considerati gli spazi piuttosto esigui, è necessaria la vigile, assidua e attenta presenza degli insegnanti, i quali dovranno rispettare scrupolo-samente i turni prestabiliti. 2. Gli insegnanti che, per ogni eventuale necessità si vedono costretti ad interrompere l'assistenza, devono farsi sostituire da un collega disponibile o richiedere la presenza di un collaboratore scolastico. 3. L'assistenza agli alunni diversamente abili è prioritaria su ogni altra esigenza. Uscita 1. Al suono della campanella, i gruppi-classe, accompagnati dai rispettivi inse-gnanti dell'ultima ora, lasceranno (art. …. , punto ….. ) l'aula in ordine e con la massima tranquillità, senza fare confusione e senza disturbare i compagni vicini e quelli che precedono, e lasceranno la scuola nel seguente ordine: 1. le classi, ospitate al primo piano, scenderanno al piano terra, accompagnate dai rispettivi insegnanti; 2. le classi, ospitate al secondo piano, usciranno dal portone attiguo gli Uffici Amministrativi, accompagnate dai rispettivi insegnanti. Art. 66 Sussidi didattici 1. La scuola secondaria, sede di Camerino, può vantare un'importante dotazione di sussidi didattici: ¨ Un'aula d'informatica, con 16 postazioni; ¨ Un'aula multimediale dotata di videoproiettore, di televisione con antenna parabolica, di impianto di amplificazione … ¨ Due laboratori, di cui uno tecnologico e l'altro scientifico; ¨ Un laboratorio artistico-espressivo; ¨ Biblioteca alunni-insegnanti e mediateca; ¨ Strumenti portatili: computer, radioregistratori, … 2. Ognuna di queste dotazioni ha un Responsabile, nominato dal Collegio dei Docenti prima dell'inizio dell'anno scolastico, con il compito di tutelare le attrezzature, di regolamentare la frequenza ai laboratori e di proporre eventuali acquisti a completamento dei sussidi in adozione. 3. In particolare, il Responsabile dell'aula di Informatica deve, periodicamente, controllare la cronologia dei siti INERNET visitati e comunicare con urgenza al Dirigente Scolastico eventuali navigazioni effettuate per motivi non istituzionali. SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO DI FIASTRA Art. 67 Orario di funzionamento 1. Le lezioni hanno inizio alle ore …. 2. Alle or | ||